Riaprire due punti-nascita a Casa Santa? Sarebbe rischiosissimo. Esposto alla Procura

La clinica Sant'Anna di Erice-Casa santa

La proposta dell’UDI (Unione Donne Italiane) di Trapani, ripresa dal capogruppo parlamentare all’ARS dell’UDC, la marsalese Eleonora Lo Curto, di riaprire i punti-nascita nelle cliniche Sant’Anna e Villa dei Gerani che sorgono in territorio di Erice Casa Santa, è finita al centro di un esposto-denuncia presentato alla procura della Repubblica di Trapani da Michelangelo Marino, personaggio molto attivo in materia di solidarietà scoiale ed esponente del PD.

Il legale sostiene che l’idea di alleggerire la pressione sul presidio del Sant’Antonio Abate, per dare anche alle donne una maggiore serenità nel parto, potrebbe invece causare un incremento notevole del rischio di contagi in quanto numerosi immunologi ritengono proprio le corsie ospedaliere quali focolai pericolosi di diffusione, tesi già messa per iscritto da Marino in una pec mail inviata domenica scorsa al direttore generale dell’ASP di Trapani, Fabio Damiani. Fra l’altro, scrive l’avvocato trapanese nella sua denuncia, le due cliniche sorgono in via Manzoni e in via Sant’Anna, a poca distanza dal Sant’Antonio Abate e tutti in territorio di Casa Santa.

L’idea politica dell’on. Lo Curto e del circolo UDI di Trapani potrebbe anche risultare interessante per l’organizzazione del sistema sanitario, si legge nell’esposto inviato ieri mattina alla Procura, ma certamente non in questo periodo di elevato rischio di diffusione del nuovo coronavirus. E propri medici e infermieri, che lavorano negli ospedali, sono quelli più a rischio. Fra l’altro venerdì della scorsa settimana all’ospedale di Marsala erano stati chiusi due reparti e poi era scaturita anche una protesta degli operatori che lamentavano la mancanza di sicurezza.

Alla luce di tali considerazioni Michelangello Marino chiede alla procura della repubblica di Trapani di vigilare sulla proposta di riaprire i punti-nascita delle due cliniche ericine in quanto ritenuto evento pericolosissimo per la salute pubblica: i focolai di contagio si potrebbero particolarmente moltiplicare perché l’afflusso negli ambienti ginecologici ed ostetrici comporta un elevato viavai di persone. Una proposta che in futuro, a coronavirus debellato, ha concluso Marino, potrebbe invece essere del tutto praticabile.