Riapertura San Domenico a Cstelvetrano, appello di Legambiente

Intere generazioni non avevano i capolavori di Antonino Ferraro da Giuliana quei preziosi stucchi che l’artista realizzò su volere di don Carlo d’Aragona, viceré di Catalogna e ambasciatore in Germania. La chiesa di San Domenico a Castelvetrano fu chiusa al culto nel ’68, in seguito alle scosse del terremoto che devastarono la Valle del Belice. Dopo 40 anni, ad una settimana dalla riapertura di quella che viene considerata la Sistina di Sicilia, Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia e Giuseppe Salluzzo, presidente del circolo Legambiente “Crimiso” di Castelvetrano, scrivono al vescovo di Mazara del Vallo monsignor Domenico Mogavero, al prefetto di Trapani Leopoldo Falco, all’arch. Paola Misuraca, soprintendente ai Beni culturali di Trapani ed al sindaco di Castelvetrano Felice Errante. Zanna e Saluzzo ribadiscono la soddisfazione per questo evento eccezionale: “Contenti perché finalmente si è restituito, non solo ai castelvetranesi ma a tutto il mondo, uno scrigno meraviglioso, di una bellezza incommensurabile” si dicono soddisfatti, e perfino orgogliosi, perché, anche loro fin dal 2005, con la campagna “Salvalarte Sicilia”, hanno dato il loro dato il loro contributo, manche fatto da stimolo di per raggiungere questo obiettivo.

Ora però i due esponenti di Legambiente si augurano che, tra la fase del cantiere e quella della divulgazione, non ci sia uno scollamento e che le conoscenze acquisite in questi lunghi mesi di studi meticolosi possano essere presto messe a disposizione della collettività e l’opera resa disponibile alla pubblica fruizione, cercando di adoperarsi affinché lo stupefacente apparato musivo possa essere anche meta di studiosi, appassionati e ricercatori.

“Auspichiamo fortemente – scrivono, annunciando che si batteranno in tal senso, che, dopo tanta attesa, la restituzione dell’opera non si riduca ad una momentanea apertura della Chiesa, ma porti ad una riappropriazione da parte della cittadinanza di una testimonianza artistica importante e fortemente simbolica, che deve essere recepita in tutte le sue valenze. Dunque, riteniamo che debbano evitarsi ipotesi di futura gestione del sito fondate sull’approssimazione e improvvisazione, ma cercare di coinvolgere enti, istituti, associazioni e quant’altri che abbiano esperienza e competenza nel difficile e delicato settore della fruizione e valorizzazione dei Beni culturali”.

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