C/mmare del Golfo. famiglia rapinata, ore contate per la banda

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) – Potrebbero avere le ore contate i componenti della banda che la notte scorsa ha sequestrato un’intera famiglia di Castellammare del Golfo all’interno della propria abitazione, rapinata di tutti gli oggetti di valore. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Alcamo, guidati dal capitano Savino Capodivento, si sono sviluppate a tamburo battente in appena 24 ore. Gli inquirenti hanno quasi chiuso il cerchio: già sarebbero stati individuati i sospettati, si tratterebbe di una banda di rapinatori in trasferta già abbastanza conosciuti alle forze dell’ordine. Non trapela null’altro in queste frenetiche ore di indagini dagli ambienti investigativi. Ciò che è certo è che sono stati minuti interminabili di terrore per la famiglia castellammarese, letteralmente segregata in casa e in balìa di un gruppo di malviventi. L’episodio è avvenuto in una villetta di contrada Mortilli, a sera già inoltrata. Secondo una prima ricostruzione dei militari dell’Arma si pensa che i rapinatori avessero già da tempo preso di mira la famiglia, con diversi appostamenti culminati poi con il piano fatto scattare la scorsa serata. La gang si è nascosta dietro le siepi antistanti l’ingresso della villetta, quindi ha aspettato che l’uomo, di professione insegnante, come di consuetudine uscisse per mettere il sacchetto della spazzatura nel contenitore. A quel punto i malviventi sono venuti fuori sorprendendo l’uomo alle spalle e intimandogli di entrare in casa con un oggetto contundente, non meglio identificato, puntato sulla schiena. In quel momento in casa c’era la famiglia al completo, la moglie del docente e i due figli adolescenti. Secondo quanto raccontato dalle vittime ad entrare in azione sono stati in sei: nessuno aveva armi ma oggetti in metallo e mazze di legno. I componenti del nucleo familiare sono stati quindi imbavagliati e immobilizzati in modo da non potere urlare in cerca di aiuto. Sono seguiti attimi di vera tensione: gli stessi malviventi hanno minacciato di stare tranquilli e di consegnare gli oggetti di valore senza fare resistenza. Il nucleo familiare ha quindi desistito da ogni tentativo di reazione. La banda si è guardata bene dal parlare poco, a monosillabi e con probabile voce camuffata. In questo modo, evidentemente, hanno cercato di depistare le vittime. Dopo aver rovistato ogni angolo, la banda ha lasciato la casa: prima, però, ha legato la famiglia alla scala con le cinture dell’insegnate. Quindi i malviventi sono fuggiti portandosi via anche l’auto del proprietario della villetta, una Pegeout. Il mezzo è già stato ritrovato poco ore dopo dai carabinieri in località Ponte Bagni, poco distante dal luogo in cui è avvenuta la rapina. I padroni di casa avrebbero riferito di non essere stati malmenati ma minacciati ripetutamente con vari oggetti tra i quali pare ci fossero delle mazze. La famiglia, chiaramente ancora sotto choc, è stata ascoltata dagli inquirenti. Elemento utile per risalire alla banda è l’esame delle impronte digitali, rilevate nella villa dai militari dell’Arma.

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