Quale sarà il futuro del Monte Bonifato?

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Dopo il potenziamento assicurato dala Regione per il Monte Bonifato ora si attendono le misure che potranno scongiurare eventuali incendi. Ad Alcamo l’incendio di Monte Bonifato dello scorso settembre ha molto scosso le coscienze dei cittadini. Sono nate delle associazioni di cittadini spontanemente con puntate in montagna dove sono stati piantati anche alberi.

Il problema ovviamente ora riguarda altro. Intanto la realizzazione ancora di più di quelle esistenti di tutta una serie di misure come i tagliafuoco, togliere gli alberi caduti e pulire il sottobosco. Poi una più attenta valorizzazione del monte Bonifato sia sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico che sotto l’aspetto turistico e terzo un amore maggiore della cittadinanza verso la montagna oggi deturpata per gran parte da incendi ma anche dal cemento ormai sparso in gran parte delle zone pedemontane.

Ora però bisognerà guardare anche al futuro dì Monte Bonifato.

La proprietà della Montagna è del Comune di Alcamo che ha dato in gestione Monte Bonifato alla Provincia ma, come si sa, Crocetta ha abolito le province in Sicilia anche se nel resto d’Italia la Consulta ha stabilito che abolire le province per decreto legge è incostituzionale e ci vuole una legge di riordino e revisione della Costituzione.

In attesa della legge quadro e disegno di legge da parte dell’Ars e della Presidenza della Regione ora molti si chiedono che fine farà la montagna, se tornerà ala gestione da parte del proprietario e cioè il Comune di Alcamo o entrerà a far parte della gestione degli eventuali consorzi di Comuni che dovrebbero essere creati dopo l’abolizione delle Province.

In passato Monte Bonifato era stata gestita dall’Azienda Demaniale Foreste della Regione.

Tra i beni più importanti oltre al bosco che è Riserva Naturale Orientata c’è da ricordare la struttura della Funtanazza, ex Albergo e poi anche ristorante e oggi punto di forza della gestione della montagna con la provincia ma sopratutto Monte Bonifato ha i suoi reperti e resti archeologici di primaria importanza come la stessa fontana Medievale, la torre Araba, il santuario della Madonna venerata l’8 settembre e i ritrovamenti di città e insediamenti urbani in cima e ai fianchi dopo gli scavi effettuati recentemente e reperti vari del passato della città.