Punto-nascita alla clinica Sant’Anna, Lo Curto torna alla carica

La clinica Sant'Anna di Erice-Casa santa

Nonostante l’esposto dell’avvocato Michelangelo Marino che invitava  la Procura a vigilare affinché non venga attuata la proposta di aprire un punto-nascita alla clinica Sant’Anna, iniziativa ritenuta molto rischiosa per la diffusione dei contagi, il capogruppo all’ARS dell’UDC, la marsalese Eleonora Lo Curto, torna alla carica e rilancia l’idea. “Aprire un punto nascita presso la clinica convenzionata Sant’Anna è quanto mai indispensabile in ragione del fatto che l’ospedale Borsellino di Marsala è interamente dedicato all’emergenza Covid-19″.

La clinica Sant’Anna, secondo la deputata regionale, possiede le tecnologie adeguate ed è dotata del personale sanitario necessario. “Ho avuto modo di sentire l’imprenditore Tigano, proprietario della struttura privata convenzionata, che è disponibile ad offrire il servizio di ginecologia ed ostetricia sin da subito, – ha detto Eleonoroa Lo Curto – contando su risorse umane proprie e richiedendo solo il supporto di un anestesista in reperibilità da parte del servizio sanitario regionale. In un momento così grave per la sanità pubblica della Regione e nella fattispecie per la provincia di Trapani, assicurare alle partorienti un servizio eccellente e un’attenzione scrupolosa appare fondamentale”.

Un’utenza molto ampia si potrebbe quindi appoggiare alla clinica di Erice Casa Santa, anche quella che comprende  Marsala, il maggiore centro per abitanti della provincia trapanese. “In questo momento – dice l’esponente dell’UDC – necessita un punto nascita sicuro che garantisca l’accoglienza in regime convenzionato, dunque senza costi aggiuntivi per l’utenza. Auspico un provvedimento tempestivo del direttore generale dell’Asp Fabio Damiani per avviare l’iter e autorizzare al più presto il punto nascita presso la clinica Sant’Anna”.

La proposta originaria era partita da Valentina Colli, presidente del circolo Franca Rame di Trapani dell’Unione Donne Italiane, che sostiene l’esatto contrario di quanto invece temuto da Michelangelo Marino nel suo esposto: alla clinica Sant’Anna e a Villa dei Gerani, aveva detto l’esponente dell’UDI, si potrebbero consentire parti in sicurezza e in ambienti non sottoposti alle pressioni e ai rischi relativi all’infezione da covid-19.