Protocollo d’intesa sulle maestranze locali da utilizzare ma da rimodulare

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Il protocollo d’intesa stipulato dai sindacati con l’amministrazione di Alcamo quando Sindaco era Giacomo Scala, che faceva intendere che le imprese che si sarebbero aggiudicati gli appalti pubblici per lavori da effettuare ad Alcamo dovevano attingere anche dalle maestranze locali, va rimodulato. “Non si trattava di un obbligo di legge – dice oggi Vincenzo Palmeri, segretario provinciale della Fillea Cgil, che a fine settimana andrà a congresso a Valderice- ma morale”. In realtà nessuna dita è infatti obbligata ad assumere maestranze locali se vince un appalto.

Stamattina si è parlato di pareri legali da richiedere da parte del Sindaco Sebastiano Bonventre e dell’assessore ai Lavori Pubblici Gianluca Abbinanti per rimodulare il protocollo d’intesa. “Non so quanto conviene alle ditte che vengono da fuori portare i propri lavoratori da fuori provincia e pagargli trasferta e alloggio, molto meglio assumere anche maestranze locali- dice Francesco Lo Sciuto della Cisl – e non è una questione di egoismo e campanilismo ma stiamo cercando di attuare questo principio in tutti i comuni della provincia di Trapani”.

In realtà molti lavoratori oggi presenti all’aula consiliare di Alcamo erano lì a chiedere lumi e spiegazioni e qualche testimonianza espressa fa sentire decisamente con mano il livello drammatico di alcuni disoccupati.  Presente anche la Uil con Giuseppe Tumbarello e la Cgil con Giuseppe Favara che hanno ascoltato, sono intervenuti e tutti insieme concordano in una sinergia d’azione con l’amministrazione per risolvere la quesitone e sbloccarla. Milioni di euro di appalti esecutivi darebbero respiro a una città che sta decisamente soffrendo. Si parla di duecento milioni di euro che dovrebbero arrivare in provincia, quaranta ad Alcamo dei novanta in programma. lavoratori che intanto attendono di essere chiamati con curriculum da inviare agli uffici di collocamento e valutazioni dunque da fare ma il Sindaco ha anche detto che “nella trasparenza e legalità bisognerebbe operare anche con una rotatoria delle assunzioni al lavoro, chi viene scelto poi torna indietro in graduatoria e chi ha anni di disoccupazione magari andrebbe preferito a chi ne è disoccupato da pochi mesi.” La disponibilità di Sindaco e assessore è comunque stata massima nei limiti del loro poter fare e agire e su questo hanno concordato in linea di massima anche le forze sindacali.

Una cosa è certa. Le belle parole e le promesse ormai, e non da ora, servono a poco. Alcamo come tutti gli altri centri urbani della provincia, e non solo, soffre. Soffre in tutti i comparti del lavoro e dell’economia tranne l’impiego pubblico a cui, in gran parte almeno per ora, gli stipendi vengono assicurati. Ma edili, agricoltori, commercianti e imprese soffrono mancanza di liquidità, di lavoro e sopratutto soffrono una mancanza di prospettive future per loro, le loro famiglie e i loro figli. Il che la dice lunga sulla tensione che giorno dopo giorno si accumula nelle famiglie alcamesi a cui forse molti non hanno dato ascolto in questi anni di promesse e disquisizioni teoriche e ora il conto si presenta e sembra davvero difficile da saldare.

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