Processo Perricone, un teste parla di docenze fantasma.

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Riprenderà mercoledì 19 dicembre il processo scaturito  dall’operazione “Dirty Affairs” che nel maggio di due anni fa portò in carcere anche uno dei politici maggiormente in voga nella città di Alcamo, Pasquale Perricone, più volte consigliere comunale, assessore e anche vice-sindaco, socialista da sempre e fondatore del movimento Area Democratica. Nell’ultima udienza sono stati sentiti cinque testimoni dell’accusa rappresentata dalla dottoressa Rossana Penna. Sono stati interrogati due ex allievi di un corso di formazione organizzato dalla Promosud, organismo al centro delle indagini e facente parte della galassia di società che, secondo la Procura,  sarebbe riconducibile a Pasquale Perricone. I due giovani alcamesi hanno dapprima indicato le persone che solitamente incontravano nella sede del corso, poi hanno dichiarato di non ricordare di aver partecipato ad un convegno conclusivo del corso stesso, secondo la tesi della pubblica accusa mai svoltosi, di non avere mai ricevuto richiesta di riconsegnare agli organizzatori parte delle somme ricevute durante il corso. Sentito anche l’ex segretario generale del comune di Alcamo, Cristofaro Ricupati. Che ha parlato di un ordine di servizio emesso, nell’estate del 2014,  nei confronti di una lavoratrice ASU del Comune di Alcamo. Dislocata alla pulizia dell’arenile di Alcamo Marina. Nel corso di un Consiglio comunale, ha dichiarato l’ex segretario comunale, sarebbe stato avvicinato dal consigliere Raneri, che avrebbe perorato la causa della signora dicendo “Doveva dare delle risposte a delle persone”. Per questo  Ricupati fece una denuncia ai carabinieri. L’intero gruppo consiliare di Area Democratica, composto da Di Bona, Intravaia e Pipitone, avrebbe properato la causa della lavoratrice ASU. L’accusa ha poi sentito anche Leonardo Impastato, ex presidente della COGEM, una della società facente parti dell’ATI che si aggiudicò l’appalto dei lavori di ampliamento del porto di Castellammare del Golfo, convocato innanzitutto  in merito alla lettera minatoria trovata, nel 2014, dalla ex moglie sul parabrezza della fiat punto bianca da lei utilizzata, e ricondotta alla vicenda dei lavori del porto. Il testimone ha inoltre raccontato che la proposta di partecipare alla gara era stata avanzata da Domenico Parisi, ex consigliere comunale e dipendente della Cea. Infine è stata sentita l’ex consulente contabile di Pasquale Perricone, Francesca Cruciata, che ha spiegato come i suoi rapporti con la CEA risalissero al 2002 e riguardassero pratiche relative al personale. Poi nel 2009, la teste cominciò a lavorare per la Promosud e Pasquale Perricone era un dipendente della società rappresentata legalmente da Marianna Cottone. Sono stati loro due a darle l’incarico di occuparsi anche delle società Paidos e Work In Progress poi messe in liquidazione. Dal 2011 al 2014, inoltre, Francesca Cruciata ha svolto la funzione di revisore dei conti del Comune di Alcamo. Come da lei stessa raccontato, è stato l’ex vicesindaco a volere la sua nomina. Nello stesso periodo le sono state affidate anche incarichi definiti “fantasma” dalla stessa commercialista. La teste ha spiegato che i corsi si svolgevano solamente quando dovevano essere controllati dal dirigente del centro per l’impiego di Alcamo, il funzionario Emanuele Asta, altro personaggio coinvolto nell’inchiesta e arrestato nel maggio del 2016.