Processo ‘Perricone’, ammessa altra intercettazione. 15 giorni al perito

Ci sarebbe la prosecuzione di una conversazione intercettata che farebbe comprendere, secondo l’avvocato Giuseppe Benenati, legale di Pasquale Perricone, che l’ex assessore e vice-sindaco di Alcamo non fosse a conoscenza degli intrecci e degli aspetti di quella galassia di società finita sotto i riflettori degli investigatori e che, secondo la Procura, sarebbe riconducibile proprio a Perricone. La nuova richiesta di trascrizione di una conversazione fra l’ex politico alcamese e la cugina Mary Perricone è stata accolta dal giudice Enzo Agate che ha dato incarico ad Antonio Caiozzo.

L’avvocato Benenati ha invece nominato Pietro Indorato come tecnico di parte. Il tribunale di Trapani ha concesso 15 giorni al consulente per effettuare la perizia e relazionare, il 12 aprile, in aula. Il processo ‘Affari Sporchi” è scaturito dall’inchiesta del 2016 che portò alle pesanti accuse nei confronti di Pasquale Perricone, leader storico del PSI alcamese e deus ex machina, per diversi anni, di una nota cooperativa edile, della cugina, Mary Perricone, dell’ex legale rappresentante della Promosud, Marianna Cottone, e del funzionario del Centro per l’impiego di Alcamo, Emanuele Asta, ex consigliere comunale democristiano. Sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e della Unione Europea, corruzione.

Il collegio, presieduto da Enzo Agate con a latere le dottoresse Robera Nodari e Chiara Badalucco, ha invece rigettato, la richiesta dell’avvocato Giuseppe Ferro, legale di Mary Perricone, di considerare l’ipotesi di bancarotta preferenziale come un fatto nuovo. Dal tribunale, invece, è stata acquisita la documentazione presentata dallo stesso avvocato difensore tra cui quella concernente alcuni atti societari degli imprenditori edili Emmolo che potrebbero servire a valutare l’attendibilità di alcuni testi. Il processo riprenderà lunedì 12 aprile.