Precari, posizione comune tra Ancisicilia e sindacati

    Un incontro costruttivo in cui si è raggiunta una posizione comune sui possibili percorsi da seguire per la stabilizzazione dei precari negli enti locali siciliani. Questo il risultato raggiunto, ieri mattina a Villa Niscemi, durante un confronto tra l’AnciSicilia e le sigle sindacali Cisl, Cgil e Uil Funzione Pubblica.

    L’obiettivo è dare certezze a migliaia di lavoratori ma anche a tutte quelle amministrazioni che devono poter contare su professionalità di vitale importanza per il funzionamento della macchina amministrativa.

    L’Associazione dei comuni siciliani e i sindacati hanno, dunque, individuato le linee guida congiunte che verranno sottoposte anche ai parlamentari nazionali della Sicilia.

    I rappresentanti sindacali hanno sottolineato che è necessario garantire un futuro ai lavoratori attraverso un percorso di fuoriuscita definitivo dal bacino del precariato. Al Governo nazionale, che ha già avviato un tavolo di confronto, si chiede il ripristino delle deroghe per la stabilizzazione sino al 2014 per evitare che molte persone si ritrovino senza lavoro. Secondo i sindacati è, infatti, necessario mettere la parola fine ad una vertenza ventennale per utilizzare le professionalità disponibili ed essere in grado di riorganizzare una pubblica amministrazione in grado di dare risposte ai cittadini. Al governo regionale i sindacati chiedono, invece, di adottare i provvedimenti normativi finalizzati alla storicizzazione della spesa al fine di costituire solide basi per le future stabilizzazioni.

    “Cercheremo – hanno detto Giacomo Scala e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Associazione – di offrire uno strumento tecnico anche per aprire un confronto sereno e risolutivo con il Governo e per pianificare le strategie più idonee da seguire a livello nazionale, regionale e degli enti locali. Ricordiamoci che la soluzione di questo gravoso problema è fondamentale anche per garantire una continuità nei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Infatti, si rischia, in una prospettiva futura, di andare incontro ad un vuoto d’organico e a conseguenti disservizi. Non esiste, di fatto, una via di mezzo tra la vecchia generazione di dipendenti e i precari. Non appena i primi abbandoneranno gli uffici per raggiunti limiti d’età, la continuità amministrativa potrebbe essere garantita dai precari che, dopo aver prestato servizio per anni nella pubblica amministrazione, sarebbero in possesso dei requisiti e delle conoscenze”.

     

    All’incontro hanno preso parte: Mario Basile, segretario regionale Cisl Funzione Pubblica, Vincenzo Caldara, coordinatore Enti locali Cisl Funzione Pubblica, Enzo Abbinanti, segretario regionale Cgil FP, Michele Palazzotto, segretario generale regionale Cgil FP, Vincenzo Tango, segretario generale Uil FP, Maria Massa e Raffaele Sanfratello della Cgil regionale FP.