Pescherecci ed equipaggi sequestrati. Ieri sirene a distesa, domani veglia

Un lungo suono delle sirene dei pescherecci e il lungo applauso dei familiari dei pescatori sequestrati, radunatisi al porto canale di Mazara del Vallo sono le ultime iniziative di sensibilizzazione inscenate dalle famiglie mazaresi. Le stanno provando tutte: sit-in davanti palazzo Montecitorio a Roma, incatenamento, lettere
al presidente della repubblica, iniziative presso la Santa Sede, occupazione simbolica dell’aula consiliare del municipio di Mazara, fiaccolate. Tutti momenti che hanno finora attirato l’opinione pubblica e hanno messo in movimento pure altri sindaci del territorio.

Dalla Farnesina, però, dopo 50 giorni di quasi assoluto silenzio fanno sapere che tutti i marittimi seqeustrati stanno bene. Sul loro futuro immediato, però, nessuna notizia e anzi e si parla pure di un processo avviato dal governo militare di Haftar.

Domani sera il mondo cattolico terrà un’altra iniziativa. Una veglia di preghiera si svolgerà alle ore 21 presso la parrocchia di San Lorenzo, presieduta dal Vescovo, monsignor Domenico Mogavero. Oltre al sindaco Salvatore Quinci, alla giunta
municipale, al Presidente del Consiglio comunale Vito Gancitano, è stato anche invitato l’Imam della moschea di Mazara del Vallo, Ahmed Tharwa: tra i 18 marittimi sequestrati in Libia ci sono infatti anche tunisini musulmani che da decenni abitano in città.

“La drammatica situazione dei 18 marittimi dei due pescherecci della marineria mazarese ‘Antartide’ e ‘Medinea’ si fa sempre più complessa e difficile – ha detto il Vescovo Mogavero – .Sono ormai trascorsi 50 giorni dal sequestro in acque internazionali, considerate unilateralmente zona economica esclusiva dalla Libia dal 2005. Tutti gli sforzi del Governo italiano – ha concluso il vescovo mazarese – fin qui non hanno raggiunto alcun risultato”. I marittimi sequestrati e rinchiusi nel carcere di El Kuefia, a 15 km a sud est da Bengasi, sono 8 mazaresi, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi.