Pesca, allarme crisi e sicurezza

Il Cosvap, il Distretto Produttivo della Pesca, preoccupato per i pescherecci trapanesi che rischiano sempre di più di finire sotto il fuoco incrociato dei libici. A questo annoso e gravissimo problema si aggiunge anche quello della crisi del settore, aggravata da una condizione insopportabile legata al blocco dell’accesso al credito delle banche, strumento indispensabile per gli armatori. Il presidente del distretto stesso, Giovanni Tumbiolo, ha deciso di scrivere una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, chiedendo il loro autorevole intervento a sostegno della categoria che solo in provincia di Trapani negli ultimi anni ha messo in ginocchio qualcosa come 3 mila imprese. “I nostri pescherecci – scrive Tumbiolo – sono costantemente aggrediti dai miliziani libici e di altri Paesi, ma quel che è peggio è che, subito dopo l’attacco armato, debbano subire il fuoco incrociato delle banche italiane che, sistematicamente in occasione di questi sequestri, usano armi ancor più devastanti dei kalashnikov e dei cannoni dei miliziani. Le armi usate dagli Istituti finanziari – precisa Tumbiolo – sono quelle, sofisticate e silenziose, del blocco dei conti correnti, dell’obbligo di immediato rientro dei fidi ed altre ancora che, in simili circostanze, hanno il sapore ripugnante di una vera e propria spietata esecuzione. Armi improprie, usate senza scrupoli, senza la minima comprensione né considerazione dei problemi e dei danni causati agli armatori”. Il presidente del Cosvap torna poi sul problema davvero di enorme gravità che è quello dell’incolumità fisica dei pescherecci al confine con le acque libiche: “Le pallottole dei miliziani – si legge nella lettera – rischiano di colpire, così come è già avvenuto, il pescatore inerme; purtroppo tutto lascia presagire che accadrà ancora, se non si darà rapido corso agli accordi siglati.

Le armi sofisticatissime ma cruente delle banche colpiscono, senza pietà, famiglie, aziende e intere comunità”. Proprio ieri si è tenuta una infuocata riunione con gli armatori e i pescatori vittime dei sequestri che hanno denunciato di sentirsi abbandonati dalle istituzioni: “Urge – aggiunge Tumbiolo – assumere misure per risarcire i nostri pescatori, armatori, le famiglie per i danni di questa assurda guerra; c’è il dovere morale da parte dello Stato e della Regione di creare un fondo speciale per i rischi derivanti dall’uso improprio delle armi, quelle vere e quelle, forse più pericolose e devastanti, in dotazione all’esercito delle banche”.