Partinico-Zuffa e feriti a Largo Avellone, coinvolto un consigliere comunale

0
308

Pugni, calci e colpi di bastone. Finisce con tre feriti una zuffa scoppiata ieri nel tardo pomeriggio a Largo Avellone, grande piazza che è distante qualche decina di metri dalla sede centrale del municipio. Tra i feriti anche un consigliere comunale di Partinico, rimasto coinvolto nonostante in realtà abbia semplicemente tentato di dividere i “contendenti”. Tutto sarebbe cominciato quando un ragazzino, in base alle prime testimonianze, avrebbe sputato nei pressi dell’ingresso di una rivendita di frutta e verdura. Il titolare lo avrebbe pesantemente rimproverato e, secondo quanto sostengono i testimoni, non sarebbe stata la prima volta che il minorenne avrebbe avuto questo atteggiamento irriverente e volutamente provocatorio. Dopo qualche minuto il ragazzino sarebbe ritornato al “frutta e verdura” in compagnia di diversi adulti, alcuni dei quali, secondo quanto sostengono sempre alcuni testimoni, armati di bastone e altri oggetti contundenti. “Sono intervenuto – afferma il consigliere comunale rimasto coinvolto nello scontro, Vito D’Amico – per metterci la buona parola. Ho cercato di convincere di lasciare perdere e di far finta che non fosse successo nulla. Quando sembrava che la situazione fosse sotto controllo all’improvviso ho ricevuto un colpo di bastone in faccia”. Da qui sarebbe partita la zuffa: solo l’intervento pochi minuti dopo di polizia e carabinieri ha evitato il peggio. Gli adulti che si erano presentati in compagnia del ragazzino, alla vista delle pattuglie dei militari e degli agenti del commissariato, si sarebbero dileguati facendo perdere le loro tracce. Fortunatamente D’Amico e le altre due persone rimaste ferite e trasportate all’ospedale Civico di Partinico alla fine hanno riportato soltanto lievi contusioni ed escoriazioni. Al momento il caso è inquadrato come un semplice alterco scoppiato per motivi privati, quindi non si sta procedendo per rissa. Essendo state le tre persone coinvolte refertate con meno di 10 giorni di prognosi ciascuno i militari dell’Arma, che stanno comunque effettuando degli accertamenti, non possono procedere d’ufficio. Solo in caso di denuncia si potrà quindi avviare un’indagine: “Io la presenterò – afferma D’Amico – perché purtroppo non è la prima che accadono questi episodi di malcostume”.