Partinico: Villa Margherita, la rinascita?

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PARTINICO. Patrimonio arboreo sempre più a rischio: palme e alberi secolari rischiano di scomparire. Da una parte a causa di malattie e infestazioni, come quella terribile del punteruolo rosso, dall’altra a causa della mancata manutenzione del verde. E così la villa storica “Regina Margherita” resta intrappolata nel suo degrado, da tempo non fruibile in tutto il suo perimetro per il pericolo di crollo degli alberi. La svolta sta comunque per arrivare: finalmente sono stati programmati degli investimenti economici dal Comune. Dalla riattivazione di un trattore, necessario per la sistemazione delle essenze arboree, all’avvio di una cura per le piante malate per giungere ad un accordo con esperti del settore che possano dare indicazioni utili per risollevare un patrimonio del verde davvero in pessime condizioni oggi. Il sindaco Salvo Lo Biundo e la sua giunta hanno fatto ricorso al fondo di riserva, autorizzando il prelievo di 8 mila euro per avviare una prima tranche di interventi per il 2014. Soldi che serviranno a sistemare un trattore, all’affidamento del servizio di endoterapia delle palme attaccate dal punteruolo rosso e al pagamento degli esperti della facoltà di Agraria dell’università di Palermo. Con l’ateneo palermitano è stato recentemente siglato un protocollo d’intesa: “E’ stato costituito un partenariato – afferma il responsabile del Settore Servizi ambientali Leonardo Russo – per l’elaborazione e l’attuazione di un progetto integrato di tutela del patrimonio storico monumentale di villa Regina Margherita”. Per l’esattezza questo accordo sarà sviluppato su base quinquennale per un investimento totale complessivo di 15 mila euro (3 mila euro all’anno). Da almeno un decennio la villa, tra le più importanti della Sicilia per la sua storia, vive questo lento degrado del suo patrimonio arboreo. Il culmine dei problemi si verificò nel 2008, quando alla guida del Comune vi era ancora il commissario straordinario Saverio Bonura: con propria ordinanza chiuse la villa al pubblico per il crollo di alcuni esemplari di alberi secolari per ragioni di sicurezza. Da allora è stato un vero e proprio calvario per questo storico polmone verde tra riaperture parziali e nuove chiusure per altri crolli che si sono via via verificati. In totale sono stramazzate al suolo quattro grandi piante, tre Ficus Retusa e una Phytolacca dioica. Tre anni fa ci fu un primo responso dell’università palermitana che fece un sopralluogo con il professore associato di Botanica, il rinomato Giuseppe Bazan. Fu appurato che alcune piante erano state attaccato da un fungo dagli effetti devastanti, in grado di indebolire la struttura arborea. Le origini di questa villa risalgono all’incirca al 1850 arricchita poi negli anni successivi da opere scultoree e anche da un palchetto della musica e da una grande vasca centrale. L’impianto della villa è ordinato da due viali rettilinei, grosso modo ortogonali, connessi da viali circolari. Tali semplici figure delimitano le aiuole entro cui si trova una vegetazione per lo più costituita da alberi di pinus e di ficus, mescolati ad alcune varietà di palma soprattutto nei pressi del palchetto della musica. Lungo i viali, all’interno di uno scenario tipicamente tropicale, oltre alle palme si trovano Agavi, Aloe, Dracene, Cycas e l’albero del falso kapok. Di notevole rilievo estetico sono alcuni grandi esemplari di Ficus magnolioides dalle caratteristiche radici aeree. Un filare di Ficus circonda il giardino in quasi tutto il suo perimetro.

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