Partinico, maxi sequestro di pesce

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PARTINICO. Oltre 100 chili di pesce commercializzato su una bancarella ai bordi della strada, senza alcun accorgimento igienico-sanitario per evitare che la merce potesse essere contaminata dai gas di scarico. E questo era anche il meno. Perché quella bancarella era del tutto abusiva, così come il pescato messo in vendita di cui non si sapeva nulla circa la provenienza e lo stato di conservazione. Per un ambulante di 30 anni, C.S. di Palermo, è scattata la denuncia per abusivismo commerciale e il sequestro di tutta la merce. Ad effettuare l’operazione la Capitaneria di porto di Terrasini, competente nel territorio del partinicese, che ha sorpreso la bancarella lungo la strada provinciale 2 che collega Partinico con San Cipirello, all’altezza di uno slargo nelle vicinanze di una pompa di benzina, in cui era esposto davvero un ben di dio di pesce. Per l’esattezza ben 103 chili complessivi sommando il peso di tutte le varietà che sono state trovate. Ad essere stati rinvenuti seppie, pesce spada, totani, triglie, polipi, sarde, orate, gamberoni, merluzzi, filetti di pancasio, sgombri, gamberi, mitili, vongole, misto di insalate di mare, seppioline, calamaretti. Tutto il prodotto è stato ritenuto “di dubbia provenienza” secondo quanto verbalizzato dalla capitaneria e dall’ufficio Veterinario dell’Asp 6 di Palermo. “L’ambulante – sostiene la capitaneria – non è stato in grado di permettere la rintracciabilità degli alimenti commercializzati, dando quindi indicazioni dell’eventuale fornitore degli alimenti”. Le violazioni accertate, quindi, hanno riguardato la mancanza di informazioni relative all’etichettatura e tracciabilità del prodotto posto in vendita, obbligatorie per garantire la provenienza e qualità del pescato nei confronti dei consumatori finali. A seguito di accertamenti del tecnico dell’Asp il pesce è stato dichiarato “non idoneo al consumo”. Tutto il prodotto è stato consegnato al comando dei vigili urbani e il sindaco Salvo Lo Biundo ha emesso un’ordinanza per la sua distruzione. Pesantissima la sanzione amministrativa che è stata elevata dalla guardia costiera: mille e 500 euro di multa, sanzione emessa in misura ridotta. Infatti se entro 60 giorni C.S, non provvederà al pagamento scatteranno automaticamente le sanzioni accessorie. Il pesce, se non opportunamente conservato, può rappresentare un grave pericolo per chi lo consuma. Si rischiano pesanti intossicazioni.

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