Partinico-Indagine Pino Maniaci, alta tensione al Comune

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Niente consiglio comunale straordinario a Partinico sul caso della presunta estorsione di Pino Maniaci (nella foto) nei confronti del sindaco Salvo Lo Biundo. Questa mattina nulla di fatto al municipio dove è stata convocata la conferenza dei capigruppo dal presidente del consiglio, Filippo Aiello. E se da una parte in tanti spingevano per la convocazione di un consiglio, o comunque di un faccia a faccia con il primo cittadino per chiedere conferme o smentite riguardo all’indagine trapelata sui giornali in questi giorni, il primo cittadino ha anticipato tutti sul tempo. Prima che si potesse concretizzare qualsiasi proposta Lo Biundo ha fatto recapitare al presidente del consiglio una lettera in cui sosteneva che non avrebbe presenziato a ipotetici consigli comunali straordinari in quanto non avrebbe potuto riferire nulla considerato che l’indagine è ancora in corso. I consiglieri di opposizione hanno comunque chiesto chiarezza e Aiello ha ipotizzato la possibilità di convocare una conferenza dei capigruppo allargata e da qui si è innescata la scintilla all’interno della stessa maggioranza: “Presidente non può convocare nulla, il sindaco è stato chiaro. La faccenda è delicata e c’è un’indagine in corso” ha affermato con toni accesi il capogruppo del Pd, Aldo Lo Iacono. “Ma non dire caz….” è stata la risposta stizzita del presidente. “Un consiglio straordinario non l’abbiamo mai reputato un’opzione – evidenzia Aiello -, semmai si era pensato di inserire una discussione all’interno dei lavori della prossima seduta ma il sindaco ha messo in ballo il segreto istruttorio. Interloquirò personalmente con Lo Biundo per verificare la fattibilità di un incontro attraverso una conferenza dei capigruppo, rispetto comunque la sua decisione”. Il problema è che non è solo il consiglio che vuole sapere ma anche e soprattutto la città. Sulla testa del primo cittadino pesa un macigno enorme: ma ha davvero “pagato” una presunta estorsione al titolare dell’emittente televisiva Telejato per godere di una sua linea giornalistica più morbida, così come trapelato dall’artico de “La Repubblica”? Un articolo in cui sarebbe addirittura emerso che Lo Biundo avrebbe fatto assumere con un contratto a tempo determinato la compagna di Maniaci in una ditta che ha svolto commesse per conto del Comune e che dopo la scadenza del suo contratto sarebbe stata addirittura pagata di tasca dallo stesso primo cittadino. Da vedere ora quale sarà la reazione delle forze di opposizione che sino ad oggi sulla faccenda hanno usato solo la “carota” e mai il “bastone”. Chiederanno con forza che il sindaco quantomeno dica semplicemente se davvero questa estorsione l’avrebbe subita? E soprattutto: il primo cittadino verrà finalmente allo scoperto evitando di trincerarsi dietro ad un fantomatico segreto istruttorio che appare più uno scudo che altro? Nessuno chiede di rivelare alcunchè dell’indagine in corso: quello che si chiede è di sapere solamente se il capo del governo di città davvero è stata vittima di un’estorsione che non ha denunciato. Basterebbe un semplice “sì” o “no”. Una città, per una vicenda così delicata, non può attendere lo sviluppo di un’indagine che potrebbe ancora comportare un lungo tempo agli inquirenti per completarla.