Partinico: commercio, maximulte

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Maxi stangata alle attività commerciali. Oltre 21 mila euro complessivamente le sanzioni amministrative elevate nei confronti di cinque esercenti per alcune irregolarità rilevate tra il 2009 e il 2010 che oggi si trasformano in vere e proprie ingiunzioni al pagamento. Nel mirino sono finiti due rivenditori di auto, un negozio di abbigliamento, un supermercato ed una polleria. In tutti i casi sono state riscontrate delle irregolarità legate alla vendita o alle aperture straordinarie non autorizzate. In quasi tutti i casi le sanzioni sono state raddoppiate in quanto, in questo tempo trascorso dall’elevazione del verbale, l’esercente non ha effettuato il pagamento in forma ridotta entro i tempi richiesti. La multa più salata è stata comminata ad un’attività di vendita di carni rosse in via Sebastiano La Franca, guidata da G.A. ed R.A., rispettivamente di 52 e 58 anni. Per loro la multa contestata da parte dei vigili urbani ammonta a ben 10 mila e 329,14 euro per avere aperto l’attività “senza avere effettuata la necessaria comunicazione all’ufficio Commercio del Comune”. Salatissima la multa anche nei confronti di un supermercato di piazza Ascone di proprietà di D.B., 44 anni, ed R.A. di 43 anni. Il non avere tenuto abbassata la saracinesca un mercoledì pomeriggio, cui era obbligato secondo quanto disposto dall’ordinanza sindacale che regolava le aperture e chiusure degli esercizi commerciali, gli è costata una sanzione di mille e 721 euro contestata all’epoca dai caschi bianchi del locale comando. Due, come detto, le concessionarie di vendita auto nuove ed usate che sono finite nella rete dei controlli. Ad avere la peggio è stato M.P., 37 anni, ed M.R.G., 35 anni, titolari dell’attività ubicata in contrada Parrini. In questo caso i carabinieri hanno contestato l’esposizione di auto in un terreno di circa 3 mila metri quadrati senza alcuna autorizzazione. In questo caso i proprietari hanno presentato una memoria difensiva sostenendo che in realtà quel terreno non era utilizzato per esporre i mezzi, bensì era un’area momentanea dove erano ricoverate le auto pronte per essere trasportate in altra sede commerciale. Il Comune però non ha accolto la richiesta di annullamento del verbale ma ha applicato la sanzione al “mino edittale”, elevando quindi un verbale di 5 mila e 164 euro. L’altra rivendita di auto finita nel mirino si trovava in viale dei Platani: in questo caso nessuna memoria difensiva e raddoppio della sanzione amministrativa applicata per un totale di 2 mila 680 euro. La trasgressione sarebbe stata nel fatto che il titolare, P.D.P, 38 anni, utilizzava una sede diversa per la vendita rispetto a quella per cui era stato autorizzato. Infine nella tagliola delle sanzioni amministrative finisce anche un negozio di abbigliamento di via Mulini gestito da un cinese di 39 anni. Per lui un verbale di mille 633,52 euro per non avere ottemperato alla chiusura obbligatoria del lunedì mattina secondo quanto contestato dai caschi bianchi.