Partinico: blue tongue, ancora un altro focolaio

Non si arresta l’effetto della blue tongue a Partinico. Esplode un altro focolaio, ancora una volta in contrada Tammì, all’estrema periferia della città: si tratta di un allevamento di proprietà del partinicese S.A., 42 anni. L’unità operativa dell’ufficio veterinaria di Partinico ha segnalato al Comune l’espandersi di questa infezione nell’allevamento e subito sono scattate le contromisure: sequestro dell’allevamento e applicazione di “zona di protezione”, provvedimento che abbraccia un’area di 8 chilometri dal focolaio: questo abolisce la possibilità di spostare gli animali dalla zona colpita, con conseguente blocco del commercio di bestiame. Questo è l’ennesimo caso che si verifica a Partinico: qui è ancora inesorabile l’effetto devastante della blue tongue, il terribile virus che attacca gli ovini e li porta al collasso cardiocircolatorio. Sono già 14 gli animali che sono stati attaccati ufficialmente da questa infezione. Un numero salito per effetto dei altri tre casi che ci sono stati in un altro allevamento di contrada Tammì. La Veterinaria di Partinico certifica direttamente i casi di collasso degli animali le cui carcasse, secondo protocollo, devono essere distrutte e interrate. Recentemente altri due ovini infetti erano stati riscontrati in un allevamento in contrada San Giuseppe e facendo ancora un passo indietro altri cinque allevamenti erano finiti nel mirino dell’azienda sanitaria provinciale di Palermo. Generalmente alla conferma di un focolaio di Bluetongue segue l’obbligo di vaccinazione di tutti i ruminanti domestici del territorio interessato. La “lingua blu” è una malattia infettiva dei ruminanti ed è conosciuta anche con il nome di febbre catarrale dei piccoli ruminanti. Il virus si trasmette esclusivamente attraverso le punture dei moscerini ematofagi del genere Culicoides. Elevate temperature serali e forti precipitazioni alla fine dell’estate, clima che si è verificato in questi giorni proprio nel comprensorio, tendono ad aumentare l’attività dei vettori, che è massima nella tarda estate-primo autunno. La Bluetongue ricompare nel comprensorio a distanza di 13 anni dal primo caso che venne segnalato a Giardinello. Da oramai quasi tre mesi è scattato l’allarme di un possibile contagio anche di altri capi nelle vicinanze. La malattia causa una totale inattività degli animali, che vengono colpiti con febbre alta che porta alla morte il bovino in alcuni casi. In provincia di Trapani si è tenuto un vertice di emergenza sui casi della cosiddetta “lingua blu”, secondo alcuni dati sarebbero circa duemila gli animali deceduti. Ufficialmente delle 60 aziende zootecniche del trapanese 46 hanno già segnalato all’Asp l’invasione virale. L’assessore regione all’Agricoltura Dario Cartabellotta ha richiesto un monitoraggio dei casi tramite il servizio veterinario dell’Asp per poi procedere con l’abbattimento degli animali incurabili, ma bisogna studiare soluzioni per evitare le perdite economiche degli allevatori.