Partinico: Bilancio approvato, cittadini tartassati

Imu e Irpef restano all’aliquota massima consentita, Tarsu rincarata del 30 per cento. Solo i servizi a domanda individuale resistono alla mannaia degli aumenti: le tariffe di refezione scolastica, asilo nido e casa di riposo restano invariate rispetto allo scorso anno. E’ un bilancio lacrime e sangue quello varato dal consiglio comunale di Partinico: nessun investimento sostanzioso con fondi comunali e debiti fuori bilancio per un ammontare di oltre 700 mila euro che pesano come un macigno sulle già asfittiche casse dell’ente. Pochi gli emendamenti presentati, peraltro tutti bocciati, considerata la scarsissima manovra a disposizione dei consiglieri dal momento che lo strumento finanziario da approvare era quello di quest’anno e quindi con le somme quasi tutte impegnate. Ci ha provato l’opposizione, con in testa il gruppo consiliare “Servire, non servirsi”, che ha proposto lo storno di fondi per servizi sociali, manutenzione scuole e strade. “E’ evidente – sostiene il capogruppo di Servire, non servirsi, Totò Governanti – che l’aumento delle tasse è servito a questa amministrazione per coprire debiti e spese superflue”. Il riferimento è anche al tentativo del sindaco Salvo Lo Biundo, bocciato dal consiglio con mal di pancia evidenti anche interni alla maggioranza, di appostare all’incirca 20 mila euro per una consulente sulla comunicazione, una sorta di addetto stampa: “Nel tempo della crisi – commenta attraverso facebook il consigliere del Pd, Michele Chimenti – ci vuole una faccia di bronzo a proporre l’incarico ad un addetto stampa iscritto ad un partito”. “Gli emendamenti dell’opposizione – ha replicato l’assessore al Bilancio, Giovanni Pantaleo – era superflui e superati dal momento che già avevamo previsto somme specifiche per tutti quei settori indicati dalla minoranza stessa. Sono comunque contento dello spirito collaborativo che c’è stato in consiglio, seppur fra la diversità di posizioni”. Sonora bocciatura alla gestione delle finanze comunali anche da parte dei Revisori dei conti. “Si naviga a vista – si legge nella relazione – senza alcuna programmazione con il solo obiettivo di cercare di sbarcare il lunario giorno dopo giorno che nel caso della famiglia vuol dire l’arte dell’arrangiarsi, nel caso dell’ente locale operare in dodicesimi navigando senza bussola e arrecando danno su danno”. L’Imu sulla seconda casa resta inchiodata al 10,4 per mille, l’Irpef allo 0,8, picchi massimi consentiti dalla legge. Sul fronte del piano triennale ci sono investimenti grazie invece ad una programmazione che ha permesso di agganciare fondi regionale ed europei: cantierabili la realizzazione del mercato del contadino, gli antichi ponti e la regia trazzera della Madonna del Ponte, le opere di urbanizzazione della via Bachelet e la trasformazione dei locali dell’ex mattatoio in centro diurno per persone disagiate. “I fondi comunali – precisa Pantaleo – li abbiamo investiti per assicurare la manutenzione delle scuole e degli impianti sportivi, la segnaletica stradale, la riqualificazione del centro storico e degli immobili comunali”.