Partinico: Bertolino, delocalizzazione tra i dubbi

Una “presa d’atto” e non più un’approvazione. Il consiglio comunale di Partinico alla fine ha detto sì alla delocalizzazione della distilleria Bertolino anche se alla fine ha preferito non sbilanciarsi evitando di vincolare il Comune nell’ambito del complesso spostamento dell’industria dall’attuale sito di viale dei Platani, in centro urbano, a Bosco Falconeria, all’estrema periferia della città. Ieri sera il civico consesso ha infatti emendato l’intestazione del protocollo d’intesa su proposta del consigliere Santino Aiello: “Ci siamo limitati ad una presa d’atto e non ad una approvazione – afferma Aiello – perché non è il consiglio comunale che deve valutare tecnicamente un progetto urbanistico ma dovranno essere semmai gli enti e i tecnici preposti. In tal modo oltretutto evitiamo di vincolare il Comune in futuro nel momento in cui si dovrà procedere alla votazione del progetto definitivo di delocalizzazione, preservando quindi l’ente da possibili futuri eventuali contenziosi con l’industria”. In 18 erano presenti ed hanno dato l’ok senza distinzione tra maggioranza ed opposizione, più di un terzo gli assenti. L’accordo prevede l’insediamento della distilleria in contrada Bosco Falconeria: i terreni saranno acquistati in area industriale dalla Bertolino ad un costo contenuto e mentre l’approvvigionamento idrico dovrà essere garantito dalla diga Jato con l’erogazione di 390 litri di acqua al secondo per i prossimi 30 anni. L’industria andrà a realizzare “impianti a basso impatto ambientale” e un camino per bruciare gli scarti residui del ciclo di lavorazione del bioetanolo. Gli interrogativi però restano tanti e sono stati posti dagli ambientalisti. In questo progetto di massima Legambiente e Patto per la salute hanno già posto tutta una serie di interrogativi: poche certezze si hanno sulla reale grandezza dei nuovi impianti, quale sarà la capacità produttiva, quanto sarà grande il nuovo impianto di distillazione, quante tonnellate di scarichi immetterà in atmosfera e quali impianti di depurazioni saranno predisposti. Questioni che sostanzialmente sono poste dal movimento Cambiamo Partinico: “Il protocollo d’intesa – scrive in una nota – è carente soprattutto sul lato delle garanzie per la collettività. Ossia non si parla completamente di cauzioni, penali per eventuali inadempimenti e misure di questo tipo che contraddistinguono solitamente anche i più banali contratti tra due parti”. Viene poi posto il problema che nel progetto di massima manca il riferimento al luogo di scarico dei reflui: “E’ una questione di assoluta rilevanza che va precisata – aggiunge il movimento civico – rendendo partecipi anche gli altri enti coinvolti da questo nuovo progetto”.