Parco suburbano di Alcamo, vigilare sull’affidamento per evitare attività poco consone al sito

Le persone interessate dovranno far pervenire entro il prossimo primo dicembre,  al Protocollo generale del comune di Alcamo, la domanda di partecipazione al bando per l’affidamento del parco suburbano San Francesco, chiuso da tre anni, dopo la scadenza del contratto con l’associazione Laurus, che ha fatto rivivere questo polmone verde della città nel pieno rispetto dei luoghi. Il parco, soprattutto durante le ore serali e notturne, spesso è stato trasformato in un luogo dove potere bere cascate di alcolici,  fumare qualche spinello. Infatti è semplicissimo scavalcare il cancello d’ingresso da piazza Bagolino.

Secondo il Comune si vuole “farlo fruire nel migliore dei modi in termini ambientali, sociali e culturali”.  L’affidamento prevede la gestione, la custodia e la manutenzione ordinaria e straordinaria del Parco San Francesco, nel rispetto della funzione e destinazione prevista dagli strumenti urbanistici”. Ma come si legge nel bando “sarà possibile installare chioschi per i servizi igienici e per la vendita di alimenti in genere e bevande con esclusione di quelle alcoliche o semi alcoliche nonché per la vendita di cartoline, souvenir, guide e giornali, fiori, ed ancora sarà possibile esercitare attività culturali, ludiche, didattiche e sportive-ricreative”.

Ma di buone intenzioni è lastricata la via del diavolo ed il timore che il parco suburbano diventi un luogo dove vendere alcolici è prevedibile con l’apertura di locali. Anche perché non esistono controlli come dimostra la movida selvaggia. Il parco suburbano grazie alla Laurus ha funzionato bene con scopi didattici, nella riscoperta di antiche tradizioni e rispetto del verde.

Ora il rischio che si aprano locali significa snaturare il luogo. Va tutelato il verde pubblico mentre continuano a brillare per assenza le associazioni ambientaliste alcamesi che dovrebbero vigilare e chiedere chiarimenti e garanzie al Comune sulla gestione del parco San Francesco.  L’amministrazione inoltre intende concedere un contributo per la gestione del parco di  10 mila euro. Ma se il Comune dà in concessione il parco, prevede pubblici locali, perché elargire anche contributi?