Parco Nazionale di Pantelleria, accordo con assessorato agricoltura

Il parco Nazionale di Pantelleria e l’Assessorato agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea,  hanno sottoscritto un accordo d’intesa. Il documento è stato predisposto a garanzia dei panteschi per la fruizione dei servizi di front office della condotta agraria dell’Isola. All’incontro erano presenti l’Assessore Toni Scilla, il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Agricoltura Dario Cartabellotta, il presidente Salvatore Gabriele e il direttore Antonio Parrinello per conto del Parco Nazionale di Pantelleria. Tra l’altro, è stata promossa anche l’iniziativa di un progetto di recupero per la reintroduzione sull’Isola della razza asinina pantesca. L’asino pantesco – tra le razze asinine più antiche d’Italia – ebbe origine da incroci fra soggetti di razza africana e soggetti siciliani. Le favorevoli condizioni climatiche e la morfologia di gran parte dell’isola di Pantelleria hanno favorito la costituzione di una pregiata razza di asini con caratteri genetici e somatici assolutamente originali. Richiesti dagli allevatori di altre zone della Sicilia e dell’Italia utilizzati anche dall’esercito italiano durante l’ultimo conflitto mondiale ed esportati in Grecia per la produzione di muli, gli stalloni furono costretti a continue migrazioni fuori dall’isola. Unitamente all’incrocio con altre razze asinine, determinò prima l’alterazione della purezza e, alla fine ed inevitabilmente, l’estinzione. Non è la prima volta che si cerca di reintrodurre l’asino pantesco in quello che fu il suo primo habitat, già nel 1989 un’azienda della provincia trapanese, provò con un progetto che, purtroppo, poi condusse le forze dell’ordine a scoprire maltrattamenti su circa 70 asini panteschi. Con questo nuovo progetto di recupero, siglato con l’assessore Toni Scilla, speriamo possa portare, finalmente gli asini, lì dove sono nati e cresciuti noti già nel 1° secolo a.C. L’ultimo stallone pantesco si chiamava “Arlecchino” e morì annegato nel 1985 nel cuore del porto di Pantelleria durante un trasporto sull’isola per fecondare l’ultima fattrice rimasta.