Papello Atto Secondo: 12 avvisi

    di Antonio Pignatiello

     

    La Procura di Palermo ha comunicato l’avviso di chiusura dell’indagine sulla trattativa Stato Mafia, meglio conosciuto come Papello, agli ex Ministri  Nicola Mancino e Calogero Mannino, al senatore Marcello Dell’Utri, agli ufficiali dei Carabinieri Antonio Subranni, Mario Mori e Giusepe De Donno, a Massimo Ciancimino, ai rappresentanti della famiglia dei Corleonesi di Cosa Nostra Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Bernardo Provenzano e Antonino Cinà.
    Nell’indagine recentemene sono finiti anche l’ex ministro della Giustizia Giovanni Conso, l’ex capo del Dap Adalberto Capriotti e l’europarlamentare dell’Udc Giuseppe Gargani con l’accusa di false informazioni al Pubblico Ministero. La legge prevede che l’inchiesta, in questo caso, sia bloccata fino alla definizione in primo grado del processo principale, quello, appunto, sulla trattativa; l’avviso di chiusura indagine, dunque, ai tre indagati non è stato notificato.
    Ai Corleonesi di Cosa nostra indagati gli inquirenti contestano, al termine di quattro anni di inchiesta, il reato di violenza o minaccia a Corpo politico dello Stato. Stessa accusa verso Calogero Mannino, ex ministro dell’Agricoltura e per il Mezzogiorno a suo tempo, già processato e assolto con sentenza definitiva dal reato di concorso in associazione mafiosa e al senatore Marcello Dell’Utri.

    Di violenza o minaccia a Corpo politico dello Stato dovranno rispondere pure l’ex comandante del Ros Antonio Subranni, il suo vice dell’epoca Colonnello Mario Mori e l’allora Capitano Giuseppe De Donno.

    Per Massimo Ciancimino il reato contestato è il concorso in associazione mafiosa. Nicola Mancino, nel ’92 al dicastero dell’Interno, risponde invece di falsa testimonianza.