Pantelleri, ancora maxisequestri di tonno rosso

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Un nuovo sequestro di tonno rosso in Sicilia e per la seconda volta in pochi giorni tocca le sponde della costa trapanese. Cinquantuno esemplari di pesce per un peso complessivo di quasi due tonnellate e mezzo sono stati sequestrati la notte scorsa da un pattugliatore d’altura del gruppo aeronavale di Trapani al largo di Pantelleria, dove sono stati intercettati due pescherecci che praticavano illegalmente la cattura di questi pesci. Le imbarcazioni, una della marineria palermitana e l’altra marsalese, sono state scortati fino al porto di Marsala, dove oltre ai tonni sono state sequestrate le attrezzature da pesca. Si è accertato che l’armatore dei pescherecci aveva ottenuto l’assegnazione di una quota di tonno ma l’aveva ceduta ad altre aziende per oltre quattrocentomila euro. Gli equipaggi, però, avevano continuato a pescare tonno rosso illecitamente. L’affare, tuttavia, non è stato ritenuto soddisfacente ed i pescherecci hanno continuato a pescare tonno rosso illecitamente. L’attività condotta dalle unità della guardia di finanza, a tutela della normativa comunitaria riguardante il settore pesca, rientra a pieno titolo nell’ambito della polizia economico-finanziaria, ambito nel quale operano prioritariamente le fiamme gialle. Poco meno di una settimana fa, sempre nella provincia trapanese, si era effettuato un altro maxisequestro di tonno rosso. In quel caso quasi 10 mila chilogrammi di erano stati sequestrati nel porto di Marsala dalla Guardia Costiera. Dai controlli effettuati dai militari sulle banchine è, infatti, emerso che quattro pescherecci stavano sbarcando una quantità di pescato superiore alla quota loro assegnata per legge. Gli armatori sono stati multati per un ammontare di 16 mila euro. Da qualche anno, gli operatori della marineria marsalese protestano lamentando l’esiguità della quota pesca loro attribuita dallo Stato. Questa sorta di psicosi del tonno rosso ha portato a controlli serrati proprio nel marsalese tanto che appena 24 ore è stata portata a termine un’operazione a tappeto nei confronti delle pescherie. Una è stata sanzionata con l’elevazione di un verbale amministrativo pari a oltre mille euro perché priva della documentazione commerciale della merce, del metodo di produzione e della zona di cattura ovvero di tutta la tracciabilità. Altri due verbali per un totale di 4 mila euro sono stati elevati a due soggetti che erano dediti alla vendita di numerosi echinodermi la cui cattura e commercializzazione è vitata per il “fermo” dei mesi di maggio e giugno nonché perché commercializzavano prodotti ittici provenienti da pesca esercitata a scopo sportivo e ricreativo. E’ scattato anche il sequestro amministrativo di circa 300 ricci di mare