Ospedale di Alcamo, nubi nere anche sul pronto soccorso. Politica quasi silenziosa

Non ha prodotto finora grandi risultati il lavoro del comitato Alcamo 32 per salvaguardare l’ospedale San Vito e Santo Spirito ed evitare che alcuni importanti reparti vengano depotenziati se non addirittura mortificati. Mentre il nosocomio alcamese sopravvive quasi in agonia, l’ASP sta invece incentivando il Vittorio Emanuele II di Castelvetrano anche con avanzate apparecchiature di cardiologia ed emodinamica, con tanto di personale sanitario al seguito. Una gestione, quella del manager Zappalà e del direttore sanitario Oddo che dovrebbeperò guardare anche alle zone periferiche della provincia, soprattutto quelle che, come Alcamo, convogliano altri comuni del palermitano non più serviti da Partinico, divenuto covid-hospital.

Restano intatti, all’ospedale alcamese, i timori per il futuro della cardiologia che continua a rischiare l’accorpamento a causa della carenza di personale medico e infermieristico. Due dei pochissimi cardiologi in servizio, costretti alla mancanza quasi assoluta di giorni di riposo, da tempo sono pronti alle dimissioni. La situazione però diverrà grave anche al pronto soccorso dove, entro fine dicembre, il numero dei medici sarà praticamente dimezzato per i trasferimenti di quattro unità all’ASP di Palermo.  Pare che finalmente alcuni sindaci si siano messi all’opera ma fa specie il silenzio dell’assessore regionale Mimmo Turano, alcamese doc, che seppur non a capo della sanità ha da sempre avuto un peso notevole in questo settore. Silenzio anche da parte di Diventerà Bellissima, partito dell’assessore Ruggero Razza, che proprio ad Alcamo ha un componente del direttivo regionale, Vincenzo Abate. Adesso è anche arrivata una nuova iniziativa della deputata regionale Valentina Palmeri, altre volte firmataria di interventi in favore del San Vito e Santo Spirito.  L’ex pentastellata, adesso con Europa verde, ha richiesto per l’ospedale di Alcamo una nuova audizione presso la commissione sanità dell’ARS.