Operazione “Palude”. Pozzi privati e prelievi d’acqua nelle indagini

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C’è un capitolo nell’ordinanza dell’operazione “Palude”, della Guardia di finanza di Alcamo, che ha fatto scattare la misura cautelare degli arresti domiciliari per l’ingegnere Giuseppe Pirrello, alcamese, capo del Genio civile di Trapani, e di altri indagati, che riguarda la gestione dei pozzi privati per il rifornimento di acqua attraverso autobotti. Pozzi privati, che vennero chiusi nel 2016 dopo l’insediamento della giunta Surdi, con provvedimento del primo cittadino. Le indagini portate avanti con pedinamenti e intercettazioni telefoniche “hanno permesso – scrive la Guardia di finanza – di accertare ulteriori e diverse condotte illecite poste in essere da tre imprenditori titolari di altrettanti aziende di autotrasporti operanti nel Comune di Alcamo, i quali attraverso l’utilizzo di falsi buoni di prelievo di acqua, hanno provveduto ad effettuare numerosi emungimenti di acqua potabile presso il serbatoio comunale, senza corrispondere la prevista tariffa al Comune”. Le indagini “hanno   evidenziato anche il sistema illegale di emungimento dell’acqua dai pozzi privati con la costante destinazione di acqua non potabile al consumo umano (ad esempio, presso un centro dialisi, scuole e bar), situazione di illegalità nella quale è tempestivamente intervenuto il Comune di Alcamo con una specifica regolamentazione delle procedure di attingimento di acqua potabile dal serbatoio comunale, ovvero il “Bottino”. Il Comune di Alcamo, dopo il provvedimento di chiusura dei pozzi privati. mise a punto un regolamento e una procedura che ha permesso ai titolari di autobotti di prelevare l’acqua dai serbatoi comunali per rifornire i privati, dietro il pagamento di un canone al Comune. Oggi la situazione dell’erogazione idrica ad Alcamo è notevolmente migliorata grazie anche alle abbondanti piogge che hanno riempito sorgenti e invasi. La distribuzione avviene ogni tre giorni. Al “Bottino” è notevolmente diminuito il via vai di autobotti, così come il rifornimento con bidoni e altro dai rubinetti posti accanto ai serbatoi comunali. L’autorizzazione all’uso di quattro pozzi privati venne data nel 2002 e la concessione venne rilasciata dal Genio Civile. Ma quella che doveva rappresentare solo un’emergenza, per rifornire di acqua, per uso non potabile, gli alcamesi, continuò nel tempo con le autobotti private che prelevavano da quattro pozzi per la vendita di quello che venne definito ad Alcamo “l’oro bianco”. Proprio alla vigilia del ferragosto del 2016 la giunta Surdi decise di bloccare i pozzi privati perché le licenze erano scadute da diversi mesi per cui il Genio civile aveva disposto la chiusura. Esplosero le polemiche e la Guardia di finanza avviò un’indagine a seguito anche alle denunce dell’ex segretario comunale Cristofaro Ricupati, che venne sentito pure  dalla Commissione regionale antimafia. . Ora a conclusione di questa fase dell’indagine  denominata “Palude” e che riguarda il prelievo dell’acqua da pozzi privati la Guardia di finanza scrive che “Il Comune è intervenuto tempestivamente con specifica regolamentazione per il prelievo dell’acqua al Bottino”.