Nubifragio ad Alcamo, tanto ancora da fare. Servono convenzioni per conferire fango e rifiuti

Entro stasera, tutt’al più entro domattina, il comune di Alcamo avrà il quadro completo dell’ammontare dei danni causati dalle circa due ore di pioggia torrenziale di domenica scorsa. Le zone critiche si sono rivelate le sesse, a cominciare dal Canalotto di Alcamo Marina e la zona strettamente vicina al torrente esondato. A capo dell’emergenza e della protezione civile ci sono il sindaco Domenico Surdi e il comandante della polizia municipale Ignazio Bacile. Dopo quattro giorni di alacre lavoro di mezzi, volontari, ditta che gestisce i rifiuti e dipendenti comunali, c’è ancora parecchio da fare soprattutto nei pressi di via dei Tulipani. Tantissimo fango è stato raccolto ma tanto è ancora sulle strade e all’interno delle proprietà private.

Le associazioni convenzionate con il comune di Alcamo per la protezione civile, Anpas, Fire Rescue e Croce Rossa (ha fatto arrivare da Messina una ‘torre fari’) non si sono fermate neanche un minuto ed anzi sono rimaste all’opera anche fino alle tre della notte. In casi di calamità e di emergenza come questo, probabilmente però bisognerebbe attivare nuovi strumenti e anche particolari convenzioni con le piattaforme che accolgono e lavorano i rifiuti. I volontari, infatti, stanno impiegando parecchio tempo per spartire i rifiuti, anche quelli terminati in strada, secondo le varie tipologie: legno, vetro, ferro, materassi e quant’altro. La Roma Costruzioni, l’azienda che gestisce il servizio ad Alcamo, non può fare diversamente se non arriva una pianificazione straordinaria ed emergenziale da parte dell’amministrazione comunale. Senza questi strumenti, Croce Rossa, Fire Rescue e Anpas, con i mezzi a loro disposizione, avranno bisogno ancora di alcuni giorni per rendere nuovamente presentabili i luoghi interessati messi in ginocchio dal nubifragio di quattro giorni fa.