Nelle province di Trapani e Palermo pochi manager d’impresa: crisi e rischi troppo alti

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In un contesto di crisi del tessuto economico e produttivo siciliano, scarseggiano i manager nelle imprese delle province trapanesi e palermitane. Se in Sicilia ne compaiono appena 772 (peggio fanno solo 7 regioni perchè nella maggior parte dei casi sono nettamente più piccole territorialmente), in provincia di Palermo ne troviamo 224, addirittura peggio nel trapanese con appena 39. In termini percentuali rispetto al contesto regionale significa rispettivamente il 29 e 5 per cento.

Un dato che arriva da un’analisi di Das, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale che ha studiato una nuova soluzione per fornire assistenza legale nei procedimenti penali, civili e amministrativi in cui possono essere coinvolti i dirigenti nell’esercizio delle loro funzioni. Segno anche questo di una crisi strisciante nel tessuto economico e produttivo del territorio in cui ci si affida evidentemente poco ad amministratori competenti che sono in grado, per la loro specifica professionalità, di dirigere un’impresa con poteri decisionali e quindi indirizzarla verso sane politiche che portino al benessere di tutta la struttura.

Se da una parte una chiave di lettura è quella della crisi, dall’altra però c’è anche il fardello della responsabilità e i rischi che comporta assumere un tale ruolo che da un certo punto di vista crea anche difficoltà nel reperimento di questa figura professionale.

“Con sempre maggiore frequenza – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di Das –  i dirigenti sono chiamati in causa per responsabilità penali e civili di vario tipo. Il quadro è reso più complesso dall’introduzione di nuove normative, come ad esempio il ‘Regolamento Europeo 679’ del 2016 ‘General Data Protection Regulation’ che introduce sanzioni amministrative fino al 4% del fatturato mondiale della società per le violazioni delle disposizioni sulla privacy. Di fronte a questo scenario abbiamo studiato una copertura partendo dall’analisi di quelle che sono le principali violazioni in cui incorrono le figure apicali delle aziende”.

Su 220 sentenze esaminate a livello nazionale, relative ad azioni civili di responsabilità verso gli amministratori, riferite al periodo 2003-2013, quasi il 44% ha riguardato casi di “violazione della diligenza” e circa il 33% “irregolarità contabili”. Poco più di 1 sentenza su 4 (28%) ha avuto per oggetto casi di “prosecuzione dell’attività dopo la perdita del capitale sociale” e circa il 16% casi di conflitto di interessi.