Natale amaro per l’ospedale di Alcamo, chiusa Cardiologia. A rischio livelli di assistenza

La cardiologia chiude i battenti almeno fin quando l’ASP non invierà il personale necessario alla salvaguardia della salute dei pazienti affetti da problemi cardiaci. All’ospedale “San Vito e Santo Spirito” di Alcamo, dopo i già effettuati trasferimenti di personale nei covid-hospital e accorpamenti fra reparti, arriva la mazzata proprio sotto l’Albero. Una situazione temuta e denunciata dagli operatori sanitari e soprattutto dal sindacato degli infermieri NurSind.

Qualche giorno fa si era anche registrata l’iniziativa dell’ex primario dell’Unità di Cardiologia, Enzo Borruso, che aveva inviata una lettera di allarme al prefetto, ai sindaci dei comuni interessati (Alcamo, Castellammare e Calatafimi) e alla direzione generale dell’ASP di Trapani. Ieri, proprio alla viglia di Natale, è arrivata la nota del direttore sanitario dell’ospedale di Alcamo, Giuseppe Di Graziano, che ha momentaneamente chiuso, con effetto immediato, il reparto di cardiologia che già era stato accorpato a quello di Medicina Generale.

La decisione, comunicata ai responsabili dei due reparti e del pronto Soccorso nonché alla direzione sanitaria aziendale, rimarrà tale in attesa di “implementare le risorse umane necessarie per garantire i livelli essenziali di assistenza minimi richiesti”. Le persone ricoverate in Cardiologia dovranno quindi essere dimesse, ove possibile, o trasferite immediatamente in Medicina. I pazienti cardiopatici in condizioni più serie saranno invece indirizzati in altri ospedali. Gli ambulatori per gli esterni rimarranno aperti e i medici cardiologi dovranno garantire il servizio di guardia medica attiva 24 ore su 24.

Secondo Enzo Borruso, ex primario adesso in pensione e uno dei più battaglieri, da sempre, a tutela del nosocomio alcamese, la disposizione del direttore sanitario, o per essere più precisi del referente sanitario aziendale, rappresenterebbe una sorta di ‘abuso di potere’. Insomma il dottor Giuseppe Di Graziano, alla luce del suo incarico, non avrebbe l’autorità – afferma Borruso – di chiudere un reparto.