Mega impianto a Bosco Falconeria, Massimo Fundarò: “Si faccia chiarezza subito”

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Massimo Fundarò, ex parlamentare dei Verdi, oggi con Sinistra italiana, è il primo esponente politico alcamese a rompere il silenzio sulla vicenda legata alla realizzazione in contrada Bosco Falconeria di un mega impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di un impianto di biomasse e di una caldaia a combustione per il processo produttivo. La costruzione è il seguito del protocollo d’intesa fra il comune di Partinico e la Bertolino, titolare dell’omonima distilleria. A cercare di smuovere l’amministrazione comunale di Alcamo per un impianto in territori agricoli, quasi tutti coltivati da alcamesi, ci ha pensato ieri sera, durante i lavori del consiglio comunale, anche Giacomo Sucameli, capogruppo del Pd. Sia Fundarò che Sucameli chiedono che il Comune di Alcamo si faccia carico di approfondire la vicenda. Dare risposte e chiarimenti agli alcamesi che si interrogano su tale problema. preoccupati che  a Bosco Falconeria possano essere collocati impianti, che inquinano. Anche se tale ipotesi viene categoricamente esclusa dagli interessati. E mentre continua il silenzio anche delle associazioni ambientaliste alcamesi lo stesso Massimo Fundarò ha preannunciato “la creazione di un Comitato per seguire passo passo la vicenda” e ha chiesto “l’intervento dei Comuni interessati: Partinico, Alcamo e Balestrate e della Regione”. “Visti i precedenti storici dell’imprenditrice Bertolino, della storia quarantennale della distilleria più grande d’Europa, vogliamo che ci siano date, al più presto, delle risposte chiare” dice Massimo Fundarò. “Però non possiamo non sottolineare che un impianto di tali dimensioni – conclude Fundarò – situato in un’area a confine di tre comuni (Alcamo, Partinico, Balestrate ), in una zona a forte vocazione agricola e turistica, numerose le imprese agricole bio e i bagli storici con alta ricettività di ristorazione, c’entra come un cavolo a merenda”.