Marsala: nuovo porto, accordo pubblico-privato

    MARSALA (TP) – E alla fine arrivò il sì, dopo un estenuante tira e molla ed oltre un anno di attesa. Il progetto sul nuovo porto di Marsala, realizzata dalla società Myr e che il precedente sindaco del Comune aveva avallato, diventa realtà. Anche il sindaco subentrante, Giulia Adao, dopo le prime resistenze alla fine ha dato il via libera al progetto di Massimo Ombra, fratello di Salvatore, candidato alle elezioni amministrative proprio contro l’attuale primo cittadino. E ora a Marsala tutto ritorna al punto di partenza: la Myr ha presentato il progetto, la conferenza di servizi ha fatto delle prescrizioni, la società si è adeguata. A questo punto dovrebbe tramontare il progetto di messa in sicurezza che stava portando parallelamente avanti il Comune su cui ancora non c’è alcun finanziamento della Regione. Riguardo a quest’ultimo aspetto l’unica cosa certa è l’indagine della Procura di Trapani, che ha inviato un avviso di garanzia al progettista Viviano e ha sequestrato le carte al Comune di Marsala. Indagine che nasce proprio da una denuncia della Myr che ha segnalato come il Comune volesse realizzare dei lavori sulla posidonia, una specie di alga protetta. Alla fine però si è sbloccato tutto grazie ad un accordo raggiunto tra il Comune e la stessa società di Ombra. In pratica la Myr ha rivisto e rivisitato il suo progetto alla luce delle prescrizioni che i tecnici del Comune marsalese, assieme a quelli della Sovrintendenza e di altri Enti regionali, avevano formulato già alcuni mesi addietro. La Myr ha attuato una consistente diminuzione dei volumi di costruzione pari al 35 per cento, quindi oltre 30 mila metri cubi di cemento, che avrebbe comportato un non indifferente impatto ambientale in una zona a poche centinaia di metri dal centro storico che di per sé è già un centro commerciale naturale. Inoltre, va evidenziato che la stessa Myr si è impegnata, con il suo progetto,a procedere all’escavazione dei fondali del bacino portuale, in alcuni punti strategici, non più per la profondità di cinque metri, ma per sette, così come previsto dalle prescrizioni e tale da consentire l’ingresso e l’ormeggio in porto di navi di consistenti dimensioni. “Si è perso un anno inutilmente – è il commento dell’imprenditore Massimo Ombra – questa riunione annunciata dal Comune è quella che ci doveva essere il 26 Marzo del 2012. Le prescrizioni che il sindaco cita sono state date alla mia società il 20 giugno di quest’anno, e noi ci siamo subito adeguati. Se l’avessero fatto un anno prima, non avremmo avuto questi danni economici”. In pratica l’opera del privato sarà inglobata con quella del pubblico, cioè con il progetto del Comune