Mafia, nuovi affari fra New York e Castellammare. 13 arresti e avviso di garanzia per il sindaco Rizzo

I legami fra Castellammare del Golfo e gli Stati Uniti hanno sempre avuto una pesantissima valenza, anche negli interscambi mafiosi che hanno visto al centro crimini e affari di ogni genere. Dai viaggi negli ultimi due anni fra New York e Castellammare del Golfo e dagli incontri che gli emissari della famiglia “americana” Bonanno organizzavano per ossequiare un padrino della vecchia guardia, Francesco Domingo, 64 anni, detto ‘Tempesta’, sono scaturite le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Trapani, coordinate dal procuratore Lo Voi, dall’aggiunto Guido e dai sostituti Dessì e De Leo.

Stanotte sono state quindi arrestate 13 persone, fra cui anche Domingo. Molte le intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno anche portato alla luce nuove relazioni fra mafiosi e insospettabili. Coinvolto nell’inchiesta pure il sindaco della cittadina del Golfo, Nicola Rizzo, eletto nel 2018, ex PD e poi a capo di una lista civica vicina al centro-destra, che ha subito perquisizioni sia alla sua abitazione che al suo ufficio. Al primo cittadino è stato notificato un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Il sindaco dovrà presentarsi domani al palazzo di giustizia di Trapani per essere interrogato. Fra gli indagati anche due altri politici. Francesco Foderà, ex vice-presidente del consiglio comunale di Castellammare del Golfo e Francesco Di Bono, ex presidente del consiglio comunale di Trapani.

Gli ordini di custodia cautelare, alcuni eseguiti in carcere a soggetti già detenuti, hanno raggiunto, oltre a Francesco Domingo, ritenuto ai vertici del mandamento di Castellamare del Golfo, il marsalese Diego Angileri, 82 anni, Felice Buccellato, castellammarese di 79 anni e Sebastiano Stabile (62 anni) tutti e tre posti ai domiciliari. Poi il trapanese Francesco Virga e i castellammaresi Rosario Di Stefano di 51 anni, Camillo Domingo di 63, Daniele La Sala (40 anni), il trentaquattrenne Salvatore Mercadante, il cinquantacinquenne Maurizio Mulè, Antonino Sabella di 62 anni, Francesco Stabile di 61 e il quarantaduenne Carlo Valenti. Il provvedimento era diretto anche nei confronti di Benedetto Sottile del 1948 ma deceduto un paio di anni fa.

Affari e reati orchestrati da Francesco Tempesta venivano commessi sotto l’ala protettiva di Matteo Messina Denaro mentre dalle intercettazioni spunta anche il nome di Antonello Nicosia, arrestato lo scorso mese di novembre mentre era assistente parlamentare dell’onorevole Giuseppina Occhionero. Coinvolti nell’operazione anche alcuni esponenti della famiglia mafiosa di Sciacca.