Mafia, maxi-sequestro della Dia a imprenditore campobellese

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Beni per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro: è l’ammontare del sequestro effettuato dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani nei confronti dell’imprenditore campobellese 57enne Andrea Moceri e del suo nucleo familiare. Fra i beni risultano: 35 appezzamenti di terreno di varia estensione a destinazione urbanistica, 35 immobili tra locali commerciali, appartamenti per civile abitazione, rimesse; 6 compendi aziendali; quote di partecipazioni in società di capitali, per un valore nominale complessivo di circa 400 mila euro;  38 tra depositi ed altri rapporti bancari; 5 polizze assicurative. Gli accertamenti economici e reddituali condotti dalla Dia trapanese hanno evidenziato la disponibilità da parte di Moceri, anche per interposta persona, di un patrimonio il cui valore risulta sproporzionato rispetto al reddito dichiarato. La proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, avanzata dal direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla, è stata accolta dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani che ha emesso il relativo provvedimento d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione” della Dda di Palermo. Moceri, noto imprenditore nel settore del commercio di autoveicoli e in quello turistico-alberghiero, è considerato dagli inquirenti vicino a Cosa Nostra. Secondo la Dia “pur non annoverando a proprio carico condanne per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., sono emersi i suoi stretti legami di natura economica e finanziaria con gli ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, attiva nei comuni di Campobello di Mazara (TP) e Castelvetrano (TP)”. Sarebbe, inoltre, stata accertata l’attività di finanziamento dell’imprenditore, mediante l’esercizio abusivo di attività creditizia, nei riguardi dell’oleificio “Fontane d’Oro s.a.s.”, con sede a Campobello di Mazara, oggi in amministrazione giudiziaria, già riconducibile a Francesco Luppino attualmente detenuto e ritenuto elemento di spicco della locale famiglia mafiosa e fedelissimo del superboss latitante Matteo Messina Denaro.