Lombardo: ultimo atto

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    Era il 26 gennaio 2008 quando Totò Cuffaro si dimise dalla carica di Presidente della Regione Siciliana davanti all’Ars dopo la condanna in primo grado a 5 anni ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per il reato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Quindi gli altri problemi giudiziari e il concorso esterno in associazione mafiosa che lo ha portato a Rebibbia con 7 anni di reclusione.

     

    Insomma la Sicilia avrebbe già dovuto voltare pagina. E invece oggi martedì 31 luglio assisteremo ad un altro mandato concluso prima del prevista. Il successore di Cuffaro ovvero Raffaele Lombardo andrà oggi pomeriggio alle 16.30 all’Ars e con un breve messaggio si dimetterà. Il Governatore si sarebbe evitato l’intervento in aula, successivamente concordato col Presidente dell’Ars Francesco Cascio. Sarà quest’ultimo a leggerlo.

     

    Al di là delle forme è fondamentale il contenuto. Insomma Raffaele Lombardo che il 29 marzo scorso si era reso protagonista dell’imputazione coatta disposta dal gip di Catania Luigi Barone riguardo all’accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso nell’ambito dell’inchiesta Iblis dirà addio alla carica di Presidente. E tutto questo intorno alle 16.30. Raffaele Lombardo era stato eletto il 14 aprile 2008 con il 65% delle preferenze con il suo movimento, l’Mpa, alleato con Pdl e Udc.

     

    Dal primo agosto tuttavia la Sicilia deve veramente voltare pagina. A fine ottobre con ogni probabilità si tornerà alle urne ma chi succederà a questa classe politica non troverà sicuramente una situazione facile. C’è chi già brinda all’addio di Lombardo; c’è chi invece si organizza per questi mesi di presunta campagna elettorale. Intanto c’è da fronteggiare la crisi nell’interesse di tutti i siciliani.