Lavoro irregolare: boom in provincia di Trapani

    Il 67 per cento delle aziende trapanesi ispezionate dagli ispettori provinciali del lavoro nel 2011 è irregolare. I dati ufficiali evidenziano che su 1.326 imprese controllate, 897 sono irregolari. In particolare, sono stati individuati 404 lavoratori in nero – cioè coloro che non hanno alcun contratto di lavoro – e 893 lavoratori irregolari  – coloro che hanno un contratto, ma che ricevono uno stipendio inferiore a quello dovuto per la mansione svolta o che lavorano full-time nonostante un contratto part-time.

    “Si tratta di dati allarmanti – afferma il segretario generale della Uil di Trapani -, frutto della grave situazione di crisi economica che tutta la nazione sta attraversando. La lotta al sommerso deve essere una priorità delle Amministrazioni e degli Enti preposti al controllo delle attività economiche, poiché l’emersione dell’economia informale e una efficace azione di contrasto dei lavori totalmente irregolari sonoun obiettivo determinante per il raggiungimento di unasocietà attiva e di una economia maggiormente competitiva. Fermare il lavoro irregolare e nero non è solo una questione etica e morale, ma anche un modo per far si che tante risorse tornino nelle casse dello Stato e quindi possano essere utilizzatea sostegno de bisogni primari per i lavoratori e per il Paese stesso”.

    I dati della provincia di Trapani, rispetto a quelli del territorio regionale, non sono rassicuranti. In Sicilia, infatti, su 8.073 aziende ispezionate circa 4 mila sono irregolari. Nel trapanese, dunque, la quantità delle aziende irregolari supera la media regionale di 17 punti percentuali.

    “Ritengo – aggiunge infine Angileri – che bisogna da un lato potenziare maggiormente il servizio ispettivo della Regione, dall’altro lato offrire agevolazioni alle imprese e ai lavoratori che operano e producono secondo quanto stabilito dalla legge”.