La frana ad Alcamo Marina, stop all’abitabilità di tre case di villeggiatura

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La nuova frana verificatasi ad Alcamo Marina, sul costone, che nel febbraio di otto anni fa, precipitò a valle a causa di uno smottamento provocato da violente piogge, ha indotto la Protezione civile ad emettere nuove ordinanze di divieto di  abitabilità per tre abitazioni che si trovano nei pressi della Collina del disonore, a monte della statale 187 di fronte alla Tonnara. Altre tre famiglie, se prima non si risolve l’ingarbugliata vicenda, non potranno andare in villeggiatura. Le tre recenti ordinanze vanno ad aggiungersi alle dieci, emesse nel 2009 e ancora in vigore che proibiscono, almeno sulla carta, ai proprietari di potere utilizzare i propri villini, realizzati con regolari licenze edilizie. Lo smottamento è figlio dell’abusivismo selvaggio che ha irrimediabilmente deturpato un dei più suggestivi angoli del Golfo di Castellammare. Intanto sembrano destinati ad allungarsi i tempi per dipanare l’ingarbugliata  matassa mentre ci sono proprietari di villini in regola che chiedono una giustizia che non arriva mai anche per i tempi biblici delle cause sia civili che penali come fra l’altro denunciato recentemente durante l’apertura dell’anno giudiziario dal Procuratore generale della Corte di Cassazione. Mentre i difensori delle parti lese nell’udienza di dieci giorni fa hanno chiesto di andare a sentenza sollecitando il risarcimento dei danni, il giudice ha rinviato ogni decisione al prossimo 21 marzo perché gli avvocati dei due proprietari  con abitazioni sulla collina hanno prodotto nuove documentazioni alla luce di quanto successo per le abbondanti piogge di domenica 22 gennaio 2017. Sarebbe  emersa dal terriccio franato una conduttura per il deflusso delle acque, che non avrebbe realizzato il Comune. E anche alcuni rivoli che farebbero pensare ad una falda acquifera. Numeroso il collegio difensivo e dei periti.  Il Comune, per questa vicenda risalente al febbraio 2009, è stato denunciato dalle parti lese per i mancati controlli sul territorio, che hanno favorito l’abusivismo edilizio. Lo stesso Piano regolatore, quando è stato approvato prevedeva, il risanamento di Alcamo Marina, mai avviato. Il Comune di Alcamo è difeso dall’avvocato Marco Siragusa.   L’abusivismo selvaggio, l’occupazione delle aree per realizzare mini e mega ville, avrebbe fatto scomparire anche molti torrenti e ciò si paga in termini di devastazioni in caso di violenti nubifragi.  Ora si attendono le nuove decisioni del giudice alla luce di quanto è emerso a causa del forte temporale di 15 giorni fa che ha creato nuovi smottamenti e fatto venire alla luce probabili nuove manomissioni sul costone della Collina del disonore, problema che ogni giorno si complica sempre più mentre le parti lese continuano a chiedere una giustizia che non arriva. Intanto l’interrogativo è: “Chi deve mettere in sicurezza il costone? E chi paga?