Invaso Poma a secco. Tre sindaci in campo per l’emergenza siccità

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Un documento sottoscritto dai sindaci di Partinico, Balestrate e Trappeto rinnova le preoccupazioni legate alla carenza di acqua sia per usi potabili che per irrigare le campagne, L’invaso dello Jato è ai minimi storici  e la situazione è destinata ad aggravarsi con l’inizio del periodo più caldo dell’anno. La mancanza di piogge, causata dai cambiamenti climatici soprattutto in Sicilia, ha messo in ginocchio l’intera isola dove si perde il 50 per cento di acqua. I tre primi cittadini hanno manifestato le loro preoccupazioni, ai responsabili del Consorzio Palermo 2 che gestisce l’acqua dell’invaso Poma. “Come Sindaci, come cittadini e vorremmo d re anche come genitori, non possiamo che essere preoccupati dalla incombente crisi idrica che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura del nostro circondario: crisi idrica dovuta a condizioni meteorologiche e climatiche che sembrerebbero orma i essere d i natura sistemica, con ricadute sul futuro nostro, dei nostri figli e di una Sicilia già di suo tanto provata da circostanze storiche che non è necessario ricordare” scrivono i tre sindaci, E poi proseguono: “In quanto crisi sistemica, ci pare ovvio che si debba sfuggire a logiche di pura emergenza. Le soluzioni devono essere mirate, lungimiranti , con in vista, almeno, una prospettiva di medio (se non di lungo) periodo. Basti pensare , ad esempio, al recupero dello sfruttamento di falde acquifere profonde e pozzi che storicamente hanno reso la Sicilia ben lontana dalla terra arida che sembrerebbe oggi, ma un  sito spesso mirabilmente fertile, vocato addirittura alla coltivazione del riso, della canna da zucchero, del  tabacco. Eppure, appare parimenti ovvio che e le necessità del comparto agricolo son o impellenti; si misurano in una dimensione stringente di “qui e ora”, della necessità di garantire l’approvvigionamento idrico nell’arco di una stagione, di pochi mesi. Serve anche proporre soluzioni immediate, pragmatiche, concretamente realizzabili nel brevissimo periodo, conclude la lettera”.