Commercianti cinesi ad Alcamo, frode fiscale per oltre 3 milioni. Un’espulsione

Non soltanto una frode fiscale in grado ai evadere imposte per oltre tre milioni di euro ma anche detenzione di una grossa somma di denaro in contanti e di specie animale in via di estinzione. Queste le accuse mosse dalla Guardia di Finanza, su disposizione della procura delle repubblica, a una coppia di coniugi cinesi, commercianti, residenti ad Alcamo e con le loro attività nella stessa cittadina.

I due cinesi, originari di Zhejiang, uno amministratore unico di una srl e l’altro titolare di una ditta individuale cessata nel 2017, operanti ad Alcamo nella distribuzione all’ingrosso di articoli per la casa, avrebbero sottratto al pagamento di imposte sui redditi un ammontare complessivo di oltre tre milioni di euro, di cui più di due già iscritti a ruolo.

I due imprenditori di etnia cinese avrebbero trasferito gli asset della ditta individuale, particolarmente indebitata nei confronti del fisco, a una Srl riconducibile agli stessi cinesi, attraverso una cessione simulata di un ramo d’azienda: in questa maniera la nuova società si è posta in perfetta continuità con la ditta individuale e riusciva ad ottenere cospicui utili, grazie anche ai prezzi particolarmente convenienti praticati per effetto dell’evasione fiscale.

I due imprenditori operanti ad Alcamo sono stati quindi indagati per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel corso delle perquisizioni dalla Guardia di Finanza è stata anche rinvenuta la somma di 70.000 euro in banconote di piccolo taglio mentre, presso la sede dell’esercizio commerciale, è stato identificato un cittadino cinese, impiegato clandestinamente come lavoratore dipendente.

Nei confronti di quest’ultimo è stata attivata la procedura di espulsione dall’Italia. Infine, durante la perquisizione presso l’abitazione degli indagati sono stati rinvenuti, all’interno di un acquario, un rarissimo esemplare di “pesce drago” e un altro pesce di acqua dolce, detenuti in spregio delle convenzioni internazionali relative la salvaguardia di animali in via di estinzione. Il pesce drago, secondo la cultura orientale, è indice di agiatezza economica. Basti pensare che il valore di commercio al mercato nero di questa razza esotica arriva, per alcuni esemplari, ad oltre 300.000 dollari. Il sequestro degli animali è avvenuto in collaborazione con il Nucleo C.I.T.E.S. del Carabinieri di Trapani.