Impegnati gli studenti. Incontri per prevenire l’uso di alcol e droga

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Guida in stato d’ubriachezza è il tema dell’incontro in programma domani a Trapani, presso l’Istituto Superiore ‘.Calvino-Amico’, di via Salemi. Si parlerà dei pericoli e i rischi della guida in stato di ubriachezza con particolare riferimento all’abuso e alla dipendenza da sostanze alcoliche. L’incontro è organizzato dall’Unità Operativa per l’Educazione e la Promozione della Salute Aziendale dell’Asp di Trapani, in collaborazione con il SERT e il Comando di Polizia municipale del Comune di Trapani. L’incontro, si inserisce nell’ambito del progetto di prevenzione ”La vita va vissuta non bevuta”, e gli studenti saranno coinvolti in una simulazione pratica di guida sotto l’effetto di alcool: con l’utilizzo di un apposito kit didattico contralto-test, attraverso l’uso di un tappeto didattico e di una maschera, verranno riprodotte le alterazioni della visione come in stato di ubriachezza. Tra le cause principali degli incidenti ci sono il consumo di alcol, la distrazione (da cellulare al primo posto), mancato rispetto di semafori e precedenze, elevata velocità, comportamento scorretto dei pedoni. Nel 2017 in Sicilia è stato registrato un aumento della mortalità dell’8,3% rispetto al 2016. Da diversi anni gli operatori del Sert sono impegnati in campagne di prevenzione nelle scuole e cure di questi soggetti trovati con un alto tasso alcolico nel sangue mentre erano alla guida. Nel distretto sanitario Alcamo-Castellammare-Calatafimi in un anno nel forze dell’ordine hanno ritirato ben 400 patenti. Si inizia a bere già a 12 anni e sono quasi inesistenti i controlli per evitare la vendita di alcolici a minorenni. Periodicamente i sindaci, di recente anche quello di Alcamo, rinnovano le ordinanze che regolamentano la vendita e i luoghi dove si può bere. Ma senza controlli e senza le elevazioni di sanzioni, come la chiusura degli stessi locali, non si ottiene alcun risultato. Ad Alcamo soprattutto dal venerdì sera alla domenica notte aumenta il consumo di alcolici durante la movida selvaggia. Il giorno dopo sono centinaia le bottiglie raccolte dagli operatori ecologici in zone come le strade del centro storico, piazza della Repubblica e Collegio dei gesuiti. A ciò si aggiunge il disturbo della quiete pubblica più volte denunciato dagli abitanti del centro storico senza ottenere alcuna risposta dalle autorità comunali e dalle Istituzioni.