Emergenza sanità. Liste di attesa infinite, altrimenti a pagamento

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C’è un dato che deve far riflettere e che riguarda il più importante problema: cioè la tutela della salute. Ieri è stato presentato il rapporto Ospedali e salute 2018 dell’Aiop, associazione italiana ospedalità privata. Emergono le attese di diversi mesi per potere effettuare una visita in una struttura pubblica. Tre, quattro anche sei mesi. C’è che rinuncia a curarsi. C’è chi potendoselo permettere si rivolge ad un privato. Tempi troppo lunghi per una mammografia, superano abbondantemente i tre mesi. Attese bibliche per un ricovero in ospedale. Esami che dovrebbero essere garantiti entro tre giorni dalla presentazione della richiesta. Aumentano i pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso per cercare in questo modo di trovare un posto in ospedale. Una situazione drammatica della quale i politici, più impegnati a litigare e fare quotidiani annunci, non si curano minimamente di affrontare. Nei telegiornali raramente si parla di sanità, tranne nei casi in cui il solerte ministro della Salute nomina una commissione quando in qualche nosocomio avviene qualche morte sospetta. Che fine facciano queste ispezioni nessuno poi lo sa. Uno Stato che funziona deve garantire la sanità che funziona, il lavoro, la scuola i trasporti, invece si assiste costantemente alle liti nel governo gialloverde. Agli annunci di tagli di vitalizi, ben vengano, ma si distoglie l’attenzione delle persone sui problemi che ogni giorno debbono affrontare. Cioè una visita medica in una struttura pubblica, stringere sempre più la cinghia a causa di pensioni di fame dopo avere lavorato duramente per 40 anni come accade a milioni di artigiani. Difficoltà per i giovani nel trovare un lavoro e l’elenco potrebbe continuare. Annunci quotidiani, false notizie, liti no stop caratterizzano l’attuale governo che dei reali problemi quotidiani del popolo importa quasi nulla.