Hesperia, al via udienza preliminare. Indagini raggiunsero anche Alcamo e Partinico

È arrivata in tribunale, per l’udienza preliminare, l’operazione Hesperia, la retata antimafia che, nel settembre scorso, colpì le famiglie mafiose di Marsala, Petrosino, Mazara del Vallo e Campobello. Un’indagine alla quale si è fatto molto riferimento in questi giorni dopo l’arresto di Messina Denaro. L’operazione Hesperia ha portato all’arresto di più di trenta persone, in tutta la provincia di Trapani, per fatti diversi, sempre legati all’organizzazione mafiosa. 21 finirono in carcere e 12 ai domiciliari. Tra loro, molti nomi noti della criminalità organizzata di Marsala, Mazara, Campobello di Mazara e Castelvetrano, ma anche diversi volti nuovi.

Tra i primi, nome di spicco è quello del campobellese Francesco Luppino, 66 anni, uscito dal carcere poco più di tre anni fa dopo aver scontato una lunga condanna per mafia, secondo l’accusa si sarebbe rimesso all’opera per ricostituire la rete di relazioni di Cosa nostra tra Campobello di Mazara, Mazara, Castelvetrano e Marsala. Le accuse a vario titolo contestate agli indagati sono associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti (nelle aste al Tribunale di Marsala), reati in materia di stupefacenti, porto abusivo di armi, gioco d’azzardo e altro, tutti aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose.

Le indagini testimoniarono, inoltre, anche l’attività di infiltrazione di cosa nostra trapanese nel tessuto economico, con riferimento a condizionamenti di aste giudiziarie e gare d’appalto e, alla gestione, in forma pressoché monopolistica, del settore della sicurezza nei locali notturni e del recupero crediti. Accertato pure il tentativo di estorsione a una famiglia alcamese di imprenditori vitivinicoli ed estorsioni ad alcune strutture ricettive. Oltre che per Francesco Luppino, la custodia cautelare in carcere è stata disposta anche per i marsalesi Antonino Ernesto Raia, Francesco Giuseppe Raia, Francesco Pulizzi, Vito Vincenzo Rallo, Leonardo Casano e Vito De Vita, per i campobellesi Vincenzo Spezia, Piero Di Natale e Marco Manzo, il castelvetranese Rosario Stallone, i mazaresi Antonino Cuttone, Vito Gaiazzo, Antonino Pace, Marco Buffa, Vincenzo Pisciotta, i trapanesi Carmelo e Giuseppe Salerno, i palermitani Jonathan Lucchese e Antonino Nastasi e il partinicese Michele Vitale, detto Fardazza.