Green pass base per le visite in carcere. UilPA: “Primo passo, ma non basta”

Dal 20 gennaio obbligatoria la certificazione verde base anche per effettuare i colloqui in carcere. Per la Uilpa si tratta di un primo passo importante. Per il sindacato, pero’, , sarebbe semplicemente scandaloso che per andare a prendere un caffè all’aperto al bar sia necessario il green pass rinforzato mentre per le entrate in carcere basta quello base. “era normale richiedere il green pass anche per i familiari che entrano al carcere per effettuare colloqui di presenza, ma non basta per arginare lo tsunami di contagi nelle carceri”.

“La forte ed incessante azione di pressing della nostra organizzazione sindacale – commentano dalla segreteria regionale Sicilia Uilpa polizia penitenziaria – unitamente a quella del capo dipartimento Petralia e alla direzione generale dei detenuti del dap, ha portato all’emanazione del decreto legge che impone la presentazione dal 20 gennaio della certificazione verde da covid-19 anche per chi deve effettuare colloqui nelle carceri per adulti, e per minori”. “e’ il primo timido segnale del governo draghi e della ministra Cartabia perché- chiosano dalla segreteria regionale della uil di settore – è incomprensibile che un cittadino per poter prendersi un caffè al bar, anche all’aperto, ha bisogno del green pass rinforzato, e poi lo stesso che entra in carcere (a parte i lavoratori che sono stati i primi ad essere obbligati a vaccinarsi pena multe e sospensioni dal servizio), può presentarsi con il green pass base”.

“Per evitare figuracce, – conclude la segreteria della uilpa polizia penitenziaria sicilia – è necessario il coinvolgimento sia del mondo sindacale di settore che conosce il carcere, che del dipartimento amministrazione penitenziaria a tutti i livelli di responsabilità, che sicuramente hanno le competenze e conoscenze per affrontare seriamente la gravissima pandemia che sta investendo il mondo carcerario con rischi sia per la salute di chi opera che per la sicurezza dei cittadini in genere.”