Forse slitta la sentenza D’Alì

    Slitta la sentenza nel processo che si svolge a Trapani che vede il senatore Antonio D’Ali, che era per oggi, sotto giudizio per concorso esterno in associazine mafiosa. I Pm Guido e Tarondo hanno chiesto l’audizione di altri testi. Ma emergono nuove cose e cioè che don Ninni Treppiedi, uno dei teste chiave del processo che recentemente si era presentato spontaneamente a testimoniare, sarebbe stato addirittura avvicinato da un sottufficiale dei Carabinieri che lo avrebbe invitato a prestare attenzione a proposito della collaborazione intrapresa con la magistratura. Altre due persone, inoltre, avrebbero minacciato Treppiedi di farlo divenire “oggetto di campagna mediatica infamante”. In questo momento l’udienza è sospesa.

    La difesa, ad ogni modo, si oppone ai nuovi verbali. Gli avvocati difensori di D’Alì sottolineano il fatto che in questa fase non si possano fare nuove indagini e avrebbero prodotto articoli di stampa dai quali, secondo i legali, emergerebbe l’inattendibilità di don Ninni Treppiedi. In elenco anche un resoconto giornalistico circa un presunto contatto tra Matteo Messina Denaro e il Sacerdote, che si sarebbe reso disponibile ad aprire conto segreto a New York.