Favignana: alghe invadono spiagge

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Una costa incantevole, un mare cristallino, fondali di straordinaria bellezza. Tutto vanificato dall’invasione delle alghe. Lunghissimi tratti di spiaggia a Favignana sono letteralmente sommersi da questi organismi in putrefazione in alcuni casi. Basta farsi un giro su internet e le recensioni dei turisti sono sempre le stesse: “isola incantevole ma le alghe invadono tutto”. Il fine settimana appena trascorso, quindi a luglio abbondantemente inoltrato con picchi di presenze che sono arrivati alle 25 mila unità, è stato davvero difficile: in uno degli anfratti più caratteristici, come Cala Azzurra, le cataste di alghe in putrefazione emanavano nell’aria un puzzo nauseabondo. Stessa scena a Lido Burrone e Cala Rossa dove l’acqua limpida faceva da contraltare in parte con le cataste di questi organismi in spiaggia ed in parte anche nei fondali e depositati nelle rocce. Da considerare che nonostante tutto Favignana resta un caposaldo del turismo nella provincia trapanese: si piazza, secondo l’ufficio turistico della Provincia, al 5° posto nel 2012 con 43 mila 141 presenze e addirittura una crescita di 8,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La situazione comunque resta molto difficile: far convivere le cataste di alghe, molto spesso in putrefazione proprio perché abbandonate per settimane e settimane sotto il sole cocente, è un fatto che pare essere assolutamente controproducente. Molti portali internet ne sono la testimonianza: sul sito specializzato Tripadivisor si parla di un’isola bellissima che ha il difetto proprio delle alghe, e poi molti blog come turistipercaso.it e qspiagge.it confermano questi commenti. Non a caso proprio questa situazione l’enea e il Comune di Favignana stanno tentando di portare avanti un progetto per la gestione della posidonia spiaggiata. Secondo uno studio dell’Enea del 2012, infatti, circa il 40 per cento dei turisti che arrivano sulle Isole Egadi conosce l’importanza ecologica della posidonia – il 61 per cento -, ma associa ai depositi spiaggiati alcuni disagi riconducibili ad un fattore estetico, al cattivo odore, o alla ridotta superficie di spiaggia utile per la balneazione. È per tale motivo che il gruppo di ricercatori ed operatori costituito tra Enea e Riserva marina, coordinato da Sergio Cappucci, sta implementando procedure e sperimentazioni che, una volta rimossi tutti i rifiuti eventualmente presenti lungo le spiagge,  possano consentire di utilizzare le biomasse spiaggiate come risorsa naturale. La Cystoseira è un’alga bruna che abbonda in alcune zone di Favignana in prossimità della superficie e, soprattutto, in fondali con scarsa pendenza. Nei primi metri di profondità, dove è assente la Cystoseira, sono presenti delle alghe tipiche degli ambienti ben illuminati come la Padina pavonica e l’Acetabularia acetabulum, con la sua caratteristica forma ad ombrellino.