“Falso” per Piera Ajello, decide il GUP. L’alcamese Pugliesi potrebbe ottenere il seggio

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Udienza davanti al GUP per decidere sull’accettazione o meno dell’archiviazione dell’accusa di falso ai danni di Piera Aiello, deputata nazionale del Movimento 5 Stelle. Se il giudce per le indagini preliminari dovesse rigettarla, la partannese, ex testimone di giustizia, andrebbe incontro all’imputazione coatta. Il responso del GUP è molto atteso dalla giunta per le elezioni del parlamento che dovrà poi pronunciarsi sull’eleggibilità di Piera Ajello e sull’eventuale sua surroga con l’alcamese Tiziana Pugliesi, candidata alla camera per il centro-destra, in quota ex Alleanza Nazionale. Era stata proprio l’avvocatessa alcamese a presentare un esposto che metteva in luce alcune irregolarità nella documentazione presentata dalla Ajello per potersi candidare alla Camera con il Movimento 5 Stelle.

La Procura di Sciacca ha quindi iscritto nel libro degli indagati l’ex testimone di giustizia, alla quale venne cambiato il nome entrando nel piano di protezione, e poi nel maggio scorso chiese l’archiviazione sulla quale è oggi chiamato il GUP a decidere. Poi per Tiziana Pugliesi potrebbero schiudersi o sbarrarsi definitivamente, almeno per questa legislatura, pe porte di Palazzo Montecitorio. Ma di cosa è accusata la Ajello il cui volto, fino alla campagna elettorale, nessuno conosceva? La deputata pentastellata, innanzitutto, avrebbe dribblato, come da lei stessa ammesso, il decreto legislativo del 1993 che disciplina il cambiamento di generalità per la protezione di chi collabora con la giustizia. La legge recita che una persona ammessa al programma può utilizzare le precedenti generalità soltanto con l’autorizzazione della Commissione centrale del Viminale, autorizzazione che nella fattispecie non c’è stata. Inoltre il certificato elettorale necessario a candidarsi è stato emesso dal comune di Partanna, comune nelle cui liste elettorali non è iscritta Piera Ajello. Ci sarebbe quindi anche il falso da parte del responsabile del servizio comunale partannese.

Insomma autorizzazione del Viminale mancante, identità inesistente o accertata chissà secondo quali criteri dall’ufficio elettorale del comune belicino. “Nessuno vuole cancellare il coraggio di Piera Ajello e le tragedie che ha vissuto ma io del rispetto delle leggi ne ho fatto la mia professione professione – ha detto Tiziana Pugliesi –. La legge è legge per tutti, lo prevede la costituzione, e va rispettata”.