Estorceva denaro al personale della Guardia Medica

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Estorceva, ormai da diverso tempo, denaro al personale e soprattutto ai medici della “Guardia Medica” in Piazza Martiri di Nassirja, a Trapani, che, oltre a trovarsi spesso ad operare in un contesto difficile e degradato, quello del quartiere “Fontanelle Sud” – hanno anche dovuto subire le minacce di un giovane malvivente, che ormai si atteggiava a vero e proprio “boss di quartiere”, pretendendo somme di denaro che si facevano via via sempre più consistenti. Le minacce erano delle più svariate tipologie: dal danneggiamento o incendio dei mezzi del personale, alle minacce personali ed ai familiari delle vittime, il tutto con un atteggiamento insolente e prevaricatore. È così che il pluripregiudicato ventiseienne Leonardo Di Bella è stato arrestato dai Carabinieri di Trapani, i quali, sono riusciti ad ottenere elementi probatori sufficienti a consentire l’emissione di un ordine di custodia cautelare da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Negli ultimi mesi la situazione si era talmente aggravata, che la stessa Azienda Sanitaria Provinciale aveva trasmesso una nota alla Stazione Carabinieri di Trapani Borgo Annunziata in cui segnalava le reiterate minacce subite dai medici in servizio presso il presidio sanitario, qualora le richieste di denaro avanzate nei loro confronti non fossero state soddisfatte. Il timore e le difficoltà del personale erano ormai diventati tali, in particolare nel corso dei turni in orario serale o notturno, che in taluni casi i medici erano arrivati a chiedere le dimissioni per motivi di sicurezza.

I Carabinieri, superando le iniziali reticenze e paure delle vittime dell’aguzzino, che si sono poi completamente affidate ai militari, hanno predisposto tutta una serie di appostamenti e di controlli, riuscendo a raccogliere una molteplicità di elementi indiziari nei confronti di Di Bella.

Le indagini hanno consentito di inchiodare il giovane, che ora dovrà rispondere della pesante accusa di estorsione continuata; il giudice non ha avuto esitazioni nel disporne la custodia in carcere.