Elezioni regionali ad Alcamo: sfida aperta Palmeri-Turano-Scala

Si delineano le posizioni per la corsa a Presidente della Regione dopo che il centrosinistra ha ottenuto dal presidente uscente Rosario Crocetta la rinuncia alla candidatura. Per il centrosinistra correrà il rettore Fabrizio Micari. La sinistra si è compattata su Claudio fava, mentre il centrodestra unito punta su Nello Musumeci verso il quale vanno i favori del pronostico stando agli ultimi sondaggi. Ma il Movimento 5 Stelle segue a ruota e potrebbe fare l’exploit con Giancarlo Cancelleri, che già da oltre un mese ha iniziato la campagna, accompagnato da Di Maio e Di Battista. Intende candidarsi alla presidenza anche il critico d’arte, già sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, così come il leader dei Forconi, Mariano Ferro, In corsa anche Roberto La Rosa: Siciliani liberi, Piera Maria lo Iacono lista Libertas e Franco Busalacchi: Noi siciliani. Un corsa alla presidenza molto affollata mentre nelle varie province si lavora per varare le liste. Già pronta in provincia di Trapani quella del Movimento 5 Stelle, composta dall’alcamese Valentina Palmeri (nella foto a destra) e dal mazarese Sergio Tancredi, entrambi parlamentari uscenti e da Stefano Rallo di Marsala, Flavia Fedele di Erice e Giovanni Inglese di Partanna. Trattative e riunioni in corso negli altri partiti nel Pd si candida l’ex sindaco di Erice, Giacomo Tranchida che dovrà vedersela con Paolo Ruggirello, mentre Baldo Gucciardi intenderebbe candidarsi al Parlamento nazionale le cui elezioni sono in programma l’anno prossimo. L’alcamese Mimmo Turano (nella foto a sinistra) vice commissario regionale dell’Udc è alle prese con la composizione delle liste in provincia. Turano dovrebbe figurare nel listino di Nello Musumesi. Mentre Sicilia futura punta in provincia di Trapani su Giacomo Scala (nella foto al centro), ex sindaco di Alcamo. Scala dovrà vedersela nella stessa lista con l’uscente Nino Oddo, Psi, che divenne deputato grazie al suo inserimento nel listino di Crocetta. Si affilano dunque le armi per una elezioni alle porte: il prossimo 5 novembre, i cui risultati rappresenteranno un termometro dello stato di salute di partiti e movimenti ma soprattutto dello stato  d’animo degli elettori, che vanno sempre meno spesso a votare.  Nei programmi bisogna puntare in primissimo luogo sulla creazione di posti di lavoro, sui servizi sanitari, scolastici, trasporti, tutela del territorio, turismo. Agricoltura etc.  Insomma sui reali problemi dei siciliani che debbono diffidare dei soliti inutili ritornelli per cercare solo di fare scena e che spesso procurano immeritati consensi. Programmi veri e non slogan.