Domani dalle 7 alle 22, lunedì fino alle 14. Ad Alcamo 20 presidenti di seggio dimissionari

10 e 11 ottobre si vota in Sicilia per le amministrative che andranno a rinnovare sindaci, giunte e consigli comunali di cittadine sparpagliate per l’intera regione. Sono 42 i comuni che andranno alle urne. Il più grande è vittoria, in provincia di Ragusa, con 62.452 abitanti, seguito proprio da Alcamo con 44.769 e 40.097 aventi diritto al voto. I centri più piccoli che andranno al voto sono nel messinese: Floresta con appena 516 abitanti e Lantillo che sfiora il migliaio. In tutto fra domani e lunedì saranno potranno esprimere il loro voto 568.357 siciliani.  I seggi saranno aperti domenica (dalle 7 alle 22) e lunedì (dalle 7 alle 14).

Ad Alcamo i seggi distribuiti nei plessi scolastici sono 41 mentre uno speciale è allocato all’ospedale San Vito e Santo Spirito per consentire ai ricoverati di votare regolarmente.  Fino a questa mattina, per le amministrative alcamesi, sono fioccate le dimissioni dei presidenti. Undici avevano rinunciato in prima battuta ed erano stati sostituiti dallo stesso tribunale. Otto hanno presentato le dimissioni ieri e uno, per motivi di salute, proprio questa mattina, nella giornata di insediamento dei seggi elettorali. Qualora nei comuni in cui si vota con il proporzionale, quindi anche Alcamo, nessuno dei candidati a sindaco dovesse raggiungere il 40% dei voti più uno e quindi ottenere l’elezione diretta al primo turno, il successivo ballottaggio riporterà alle urne domenica 24 e lunedì 25 ottobre.

Le operazioni di scrutinio inizieranno lunedì, ultimate le operazioni di voto e dopo il riscontro dei dati. L’elettore può esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. Nel caso vengano espresse due preferenze, devono essere di genere diverso: una femminile e l’altra maschile. In caso contrario, la seconda preferenza verrà annullata. Qui però scatta il sempre più diffuso criterio della riconoscibilità del voto che porta i precedenti, quasi al 100%, all’annullamento. Inoltre il voto espresso per una lista del consiglio comunale si estende automaticamente al candidato sindaco a essa collegato. Qualora l’elettore voglia invece scegliere un sindaco che non appartiene a quella lista o coalizione, potrà effettuare il cosiddetto voto disgiunto.