Dimensionamento scolastico, Corte Costituzionale dà ragione alla legge nazionale

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La Sicilia è destinata a perdere 92 istituzioni scolastiche e quindi altrettanti dirigenti e segretari amministrativi. La Corte costituzionale ha infatti respinto i ricorsi di alcune regioni che avevano impugnato la legge 197 dello scorso anno lamentandone l’incidenza sul dimensionamento della rete scolastica che è di competenza delle regioni. La legge aveva anche ridefinito il numero delle istituzioni scolastiche autonome in riferimento alla diminuzione degli alunni causata dal calo demografico.

La Corte costituzionale ha ammesso interferenze dello Stato nelle competenze delle Regioni ma ha rigettato i ricorsi ritenendo che siano prevalenti le competenze statali riguardanti l’ordinamento e l’organizzazione amministrativa dello Stato, si tratta di personale statale, le norme generali sull’istruzione, il coordinamento della finanza pubblica. Del resto la legge 197 del 2022 non richiede alle regioni la chiusura di plessi scolastici quale conseguenza della determinazione del nuovo contingente organico dei dirigenti scolastici. In Sicilia quindi da un lato verrà effettuato il dimensionamento scolastico e dall’altro sarà ridotto il numero dei presidi in servizio secondo i dettami della normativa nazionale. La corte costituzionale ha comunque dichiarato illegittima la parte della norma in cui non si prevede l’acquisizione di un parere da parte della conferenza unificata stato-regioni. In Sicilia il quadro della situazione è contenuto nel decreto dello scorso mese di agosto firmato dall’assessore Mimmo Turano e che prevede un “riequilibrio tra gli iscritti per istituto”.

Con il nuovo processo di dimensionamento della rete scolastica, oltre al taglio di 92 scuole, il numero medio di alunni per ogni istituzione scolastica passerebbe dagli attuali 850 a 960. Nel trapanese sono a rischio alcuni istituti scolastici, fra questi anche la direzione didattica San Giovanni Bosco di Alcamo oltre che una scuola di Castellammare del Golfo, un’altra di Castelvetrano e una nel trapanese. Nei giorni scorsi l’assessore regionale all0istruzione ha nuovamente incontrato il direttore dell’ufficio scolastico regionale Pierro e i vertici dell’ANCI, l’associazione dei comuni. Tutto sembra rimanere nell’ovatta, forse per evitare vasti malumori in vista delle prossime scadenze elettorali.