Detenuto aggredisce agenti della penitenziaria a Trapani, sindacato “Sappe” in protesta

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La situazione al carcere DI San Giuliano, a Trapani, è divenuta ingestibile: ieri mattina, l’ennesima aggressione da parte di un detenuto ai danni degli agenti della polizia penitenziaria. L’uomo, dopo aver minacciato il personale con un bastone, si è poi scagliato con violenza contro alcuni agenti intervenuti per ripristinare l’ordine. Una situazione incontrollabile: l’aggressore, infatti, ha aizzato gli altri “compagni di cella” contro gli agenti e due di loro sono rimasti gravemente contusi e trasportati presso l’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani per le cure e le visite del caso.

Un caso, certamente non isolato, come anche riportato dal sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria “Sappe”, causato, forse anche dalla decisione, da parte della direzione del carcere trapanese, di voler concentrare tutti i detenuti, responsabili di atti violenti contro il personale, in una unica Sezione detentiva, la “Tirreno”, creando di fatto una bomba a orologeria. “Dopo decine e decine di proteste – dichiara Donato Capece, segretario generale Sappe – mancano i provvedimenti correttivi, a cominciare dall’assegnazione straordinaria di personale per la grave carenza di organico”.

La vicenda di ieri mattina porta alla luce le priorità della sicurezza con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti”.  Da troppi mesi, ormai, gli agenti della penitenziaria di Trapani convivono con una serie di problemi (mancanza di personale, ordini di servizio inefficienti, la presenza di oltre 100 detenuti per piano con un solo dipendente col rischio di poter incorrere in possibili aggressioni , reparti accorpati senza una logica ed in contrasto con la disposizione strutturale dell’edifici).