Crisi dell’agricoltura. La protesta dei ‘trattori’ martedì a Castelvetrano

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Ieri nella Valle del Belice. Martedì mattina a Castelvetrano, Non si fermano i cortei di allevatori e produttori agricoli, a bordo dei loro trattori, ieri nell’Agrigentino, interessando i territori  di Montevago, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita. A manifestare sono stati gli aderenti al Movimento spontaneo di agricoltori della Valle del Belice che dal 5 febbraio scorso hanno istituito un presidio permanente di protesta sulla Sciacca-Palermo, all’altezza del bivio di località Gulfa. Manifestanti che temono che sulla loro protesta si spengano i riflettori. “Nel resto d’Italia i presidi si stanno esaurendo perché qualcuno è riuscito a spaccare i comitati spontanei”, dice Gaspare La Marca, portavoce del Movimento. “Ma noi – aggiunge – non abbiamo alcuna intenzione di fermarci, siamo pronti ad andare avanti ad oltranza, fino a quando non saremo ascoltati”. Sono sette le sigle sindacali a livello nazionale impegnati in questa vertenza, ma associazioni di categoria come la Coldiretti da tempo è schierata col governo Meloni e come punto di riferimento hanno il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, cognato della premier. Oggi  sulla scorrimento Sciacca-Palermo, è stata organizzata una nuova assemblea. “Vogliamo che i politici vengano qui, non intendiamo partecipare a tavoli tecnici o unità di crisi accanto ai rappresentanti delle sigle sindacali tradizionali”. Per i manifestanti tutte le misure annunciate fin qui, a partire da quelle fiscali, sono pannicelli caldi. Ritengono, i produttori agricoli, che il provvedimento decisivo sia il prezzo minimo garantito. “La politica purtroppo è condizionata dalla grande distribuzione”, conclude La Marca. E in fase di predisposizione un documento con venti punti di richieste da presentare allo Stato e Regione. Nei giorni scorsi le quattro cantine del territorio dell’Alcamese hanno inviato una nota al presidente della Regione sottolineando le difficolta e chiedendo interventi seri e non le solite vuote promesse.